Maggio 2025 segna un punto fermo: il Pacifico tropicale è in condizioni ENSO-neutrali. Questa neutralità, secondo le più recenti analisi, dovrebbe accompagnarci per tutta l’estate boreale, aprendo scenari climatici complessi e meno prevedibili rispetto alle fasi conclamate di El Niño o La Niña. Ma cosa comporta esattamente questa “neutralità” per l’Italia e come dobbiamo interpretare le previsioni per i prossimi mesi? Analizziamo la situazione con l’esperienza e i dati degli esperti.
Il fenomeno ENSO (El Niño-Southern Oscillation) è uno dei più potenti motori climatici del nostro pianeta. Le sue due facce più note, El Niño e La Niña, sono in grado di scatenare una cascata di effetti a livello globale, modificando la circolazione atmosferica, i regimi delle piogge, l’intensità degli uragani e persino influenzando i raccolti agricoli e la diffusione di malattie. La loro prevedibilità con mesi di anticipo rappresenta uno strumento prezioso per la pianificazione. Ma cosa succede quando né El Niño né La Niña dominano la scena?
Il “Calderone” ENSO: un breve ripasso per capire meglio
Prima di addentrarci nelle specificità della situazione attuale e futura, è fondamentale comprendere i protagonisti.
L’ENSO si manifesta attraverso fluttuazioni della temperatura superficiale dell’Oceano Pacifico tropicale centrale.
- El Niño: Si verifica quando queste acque sono significativamente più calde della media (almeno +0,5°C rispetto alla media 1991-2020 nella regione Niño-3.4). Questo riscaldamento indebolisce la normale circolazione atmosferica di Walker, portando a cambiamenti caratteristici come alisei più deboli e alterazioni nelle precipitazioni globali.
- La Niña: Al contrario, si manifesta con acque più fredde del normale (almeno -0,5°C). Questo rafforza la circolazione di Walker, con alisei più intensi e pattern di pioggia e siccità spesso opposti a quelli di El Niño.
- Condizioni Neutre: Si collocano nella “terra di mezzo”, con temperature oceaniche vicine alla media (entro ±0,5°C).
Ad aprile 2025, la regione Niño-3.4 registrava una temperatura di soli 0,16°C più fredda della media: saldamente in territorio ENSO-neutrale per il secondo mese consecutivo. Anche le temperature sotto la superficie oceanica sono prossime alla media, suggerendo una stabilità di questa fase.
Atmosfera in equilibrio precario: segnali contrastanti nel Pacifico
Se l’oceano parla chiaro di neutralità, l’atmosfera del Pacifico tropicale, pur tendendo verso la media, conserva ancora qualche eco della passata influenza o una lieve inclinazione. La circolazione di Walker, quel grande nastro trasportatore di aria sopra il Pacifico, è l’osservata speciale. Durante El Niño si indebolisce, mentre La Niña la rinvigorisce.

Attualmente, osserviamo una nuvolosità leggermente ridotta sul Pacifico centrale, alisei un po’ più forti vicino alla linea del cambiamento di data e un indice di pressione (SOI) leggermente positivo. Questi sono tutti segnali che potrebbero suggerire una circolazione di Walker più forte, una lieve “simpatia” per La Niña. Tuttavia, è cruciale sottolineare che questi valori sono i più vicini alla media da diverso tempo e le misurazioni atmosferiche mensili sono intrinsecamente più volatili di quelle oceaniche. Il quadro generale, quindi, pende decisamente verso una neutralità consolidata.
“Nulla è se non ciò che non è”: L’enigma della neutralità climatica
Una delle domande più frequenti che ci vengono poste è: “Quali sono gli effetti della neutralità?” La risposta è meno diretta di quanto si possa pensare. Mentre El Niño e La Niña impongono “regole del gioco” più definite alla circolazione atmosferica globale, rendendo il clima stagionale più prevedibile, la neutralità ENSO apre le porte ad altri attori climatici, spesso meno prevedibili su lunghe scadenze.
Senza la forte influenza di El Niño o La Niña, schemi climatici come l’Oscillazione Nord Atlantica (NAO) o l’Oscillazione di Madden-Julian (MJO) possono giocare un ruolo più determinante per le temperature e le precipitazioni su scala regionale, inclusa l’Italia. Questi fenomeni, tuttavia, hanno una finestra di prevedibilità di poche settimane, non mesi. La neutralità, quindi, non significa assenza di eventi o clima “medio”, ma piuttosto una maggiore incertezza nelle previsioni stagionali a lungo raggio.
L’Influenza dell’ENSO sull’estate italiana: uno sguardo generale ai possibili scenari
Sebbene l’estate 2025 si preannunci sotto il segno della neutralità ENSO, è utile ricordare come le fasi attive dell’ENSO possano influenzare il nostro clima estivo, per comprendere meglio cosa non dovremmo aspettarci con la stessa probabilità quest’anno.

Tipicamente, durante le estati caratterizzate da El Niño, l’Italia può sperimentare:
- Temperature più elevate e ondate di calore: L’anticiclone subtropicale africano tende a risalire con maggiore facilità verso il Mediterraneo, portando caldo intenso e persistente, specialmente al Centro-Sud e sulle Isole.
- Siccità: La stabilità atmosferica può tradursi in una riduzione delle precipitazioni.
- Eventi meteorologici estremi: Un Mar Mediterraneo più caldo può fornire l’energia per temporali violenti e fenomeni localizzati intensi.
Questi impatti, è bene ribadirlo, sono modulati da molti altri fattori (posizione dell’anticiclone delle Azzorre, indice NAO, riscaldamento globale). Con l’attuale previsione di ENSO-neutralità per l’estate 2025, la spinta diretta da parte di El Niño verso queste condizioni estreme viene a mancare.
Estate 2025 in Italia: cosa dicono le previsioni ENSO attuali?
Le previsioni più recenti sono coerenti:
- Vi è una probabilità del 74% che le condizioni ENSO-neutrali persistano per tutta l’estate 2025.
- La neutralità rimane lo scenario più probabile anche per l’autunno e l’inverno successivi, sebbene le probabilità di una transizione verso La Niña siano significative e tenute sotto stretta osservazione.
- Le probabilità di un ritorno di El Niño nel prossimo inverno sono attualmente basse, intorno al 15%.
È importante ricordare la “barriera di prevedibilità primaverile”: le previsioni ENSO fatte in primavera per i mesi successivi sono storicamente più complesse. Tuttavia, la concordanza dei modelli attuali verso la neutralità è un segnale forte.
Cosa implica questo per l’estate italiana?
Significa che non avremo la “regia” imponente di El Niño o La Niña a dettare un canovaccio climatico definito su larga scala. Le condizioni meteorologiche sull’Italia saranno più probabilmente influenzate da dinamiche atmosferiche regionali e da altri indici climatici con minore prevedibilità a lungo termine.
Sebbene la previsione ENSO sia per la neutralità, è bene notare che il Mediterraneo è un “hot spot climatico“, un’area che si sta riscaldando più rapidamente della media globale. Ciò implica una generale tendenza verso estati calde e un aumento del potenziale per eventi estremi, indipendentemente dalla fase ENSO. La neutralità significa solo che l’ENSO non fornirà una spinta aggiuntiva in una direzione specifica.
Navigare l’incertezza: preparazione e monitoraggio continuo
In un contesto ENSO-neutrale, la parola d’ordine è monitoraggio attento delle previsioni a più breve termine. Sebbene non si possa delineare un quadro stagionale con la stessa sicurezza offerta da un forte El Niño o La Niña, la scienza meteorologica continua a fornire strumenti essenziali.
Per l’Italia, questo significa prestare attenzione all’evoluzione delle figure bariche sull’Europa e sul Nord Atlantico, che saranno i veri protagonisti nel determinare periodi di caldo, instabilità o condizioni più miti.
In conclusione: un’estate da osservare da vicino
L’aggiornamento ENSO di maggio 2025 conferma una fase neutrale che, con alta probabilità, caratterizzerà l’imminente estate boreale. Questo non è sinonimo di un’estate “anonima”, ma piuttosto di un periodo in cui le dinamiche climatiche globali dettate dal Pacifico lasciano maggiore spazio ad altri attori, rendendo le previsioni stagionali più sfumate.
Per l’Italia, l’assenza di una forte influenza da parte di El Niño o La Niña significa che dovremo affidarci ancor di più alle analisi meteorologiche a medio e breve termine per comprendere l’evoluzione del tempo. La vigilanza rimane cruciale, specialmente in un contesto di cambiamenti climatici che tendono ad amplificare gli estremi.
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