Biella si è svegliata avvolta da un’atmosfera unica, intrisa di emozione, orgoglio e memoria collettiva. È il giorno clou della 96ª Adunata Nazionale degli Alpini, un evento che da quasi un secolo celebra la storia e i valori del Corpo e che quest’anno ha trasformato la città piemontese in un cuore pulsante di tricolore e spirito alpino.
Dalle prime luci dell’alba, le strade del centro si sono riempite delle inconfondibili penne nere, arrivate da ogni angolo d’Italia. Alle 8 del mattino è cominciato l’ammassamento, preludio alla grande sfilata che, come da tradizione, chiude l’Adunata con una straordinaria manifestazione di affetto, unità e identità nazionale.
Alle 08:45, davanti alla tribuna delle autorità in via La Marmora, gli onori alla massima autorità, alla presenza delle istituzioni civili e militari. Poco dopo, alle 9, il via ufficiale alla sfilata: un lungo, commovente corteo di Alpini in congedo e in servizio, fanfare in marcia, vessilli sezionali al vento e delegazioni estere, per le vie del centro storico.
Il momento più simbolico della mattinata sarà il passaggio della “stecca” (il testimone che ogni anno sancisce il passaggio dell’Adunata alla città successiva) consegnata ufficialmente a Genova, che ospiterà l’edizione del 2026. Un gesto che testimonia la continuità del legame tra le generazioni e tra le comunità, unite sotto il segno dello spirito alpino.
La giornata si concluderà, sempre in via La Marmora, con la cerimonia dell’ammainabandiera. Un momento solenne che ha segna la chiusura ufficiale dell’evento, lasciando a Biella il ricordo indelebile di una festa di popolo, di storia e di valori senza tempo.
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