Il 9° volo di prova del megarazzo Starship di SpaceX ha riacceso il dibattito sulle immense sfide tecnologiche legate all’esplorazione spaziale. Dmitry Bakanov, Capo di Roscosmos, l’agenzia spaziale russa, ha commentato l’esito del test: ha riconosciuto che, sebbene non tutti gli obiettivi di SpaceX siano stati raggiunti in questa occasione, l’impresa di conquistare il cosmo è per sua natura “una missione sempre complessa, che richiede le più alte tecnologie e competenze“. In un’ottica di “etica spaziale“, Roscosmos si posiziona a favore di chiunque “provi, sviluppi e cerchi di creare nuovi progetti“, estendendo questo supporto a partner come Cina, India o qualsiasi altra nazione.
Parallelamente agli sforzi di SpaceX, la Russia sta sviluppando attivamente una propria sistema di trasporto con propulsione nucleare. Questo sistema, secondo Bakanov, permetterà di posizionare circa 10 tonnellate di carico utile in orbita vicino a Marte, un passo significativo per le future missioni interplanetarie.
Sia i progetti di SpaceX che quelli di Roscosmos condividono un obiettivo comune: l’esplorazione del cosmo profondo. Bakanov ha enfatizzato una visione a lungo termine, suggerendo che, prima o poi, tutte le nazioni dovranno “unire le proprie risorse per assicurare la multi-planetarietà alla civiltà“. Questa prospettiva evidenzia la crescente consapevolezza per cui la conquista dello Spazio, e in particolare l’insediamento su altri pianeti, potrebbe richiedere uno sforzo collaborativo su scala globale.
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