Negli ultimi mesi, il modello meteorologico americano GFS (Global Forecast System), gestito dal NOAA, sta attraversando una fase critica che sta sollevando forti dubbi tra esperti e operatori del settore. A essere messa in discussione è la sua capacità previsionale, che sta registrando un calo sensibile in termini di attendibilità, specialmente nel medio termine. Si parla sempre più spesso di “drop out problem”, ovvero una perdita improvvisa della precisione predittiva, con effetti diretti sulle analisi e pianificazioni meteorologiche, soprattutto in caso di eventi estremi.
Ma da cosa nasce questa crisi? E perché, a livello globale, molti meteorologi stanno orientando le proprie scelte operative verso il modello europeo ECMWF?

GFS in difficoltà: le cause di un declino annunciato
Tagli a risorse e personale
Il NOAA ha subito negli ultimi anni una serie di riduzioni di budget che hanno avuto un impatto diretto sulla capacità operativa dei centri di modellazione. La sospensione di alcuni lanci regolari di palloni sonda, strumenti fondamentali per l’acquisizione di dati atmosferici, è solo una delle conseguenze più evidenti.
Innovazione rallentata e perdita di capitale umano
Con meno personale a disposizione, la ricerca e sviluppo di nuovi algoritmi previsionali ha subito un brusco rallentamento. La fuoriuscita di ricercatori esperti ha limitato la possibilità di aggiornare tempestivamente i modelli numerici, lasciando il GFS indietro rispetto ai più evoluti modelli europei.
Infrastrutture e gestione dati in sofferenza
Il NOAA ha anche riscontrato criticità nell’accesso e nella gestione dei dati storici e dei prodotti modellistici. Archivi poco efficienti, rallentamenti nei sistemi di storage e difficoltà nella rianalisi rappresentano un ulteriore ostacolo nel mantenere alta la qualità delle previsioni.
Limiti strutturali del modello
Il GFS utilizza ancora un’architettura idrostatica, meno adatta alla gestione di eventi ad alta risoluzione e topografie complesse. A ciò si aggiunge una risoluzione spaziale più bassa rispetto al suo principale concorrente europeo, l’ECMWF (27 km contro 14 km), e una inferiore capacità di assimilazione dei dati iniziali, fattore cruciale per avviare simulazioni affidabili.
ECMWF vs GFS: il confronto che non lascia dubbi
| Caratteristica | ECMWF (Europeo) | GFS (Americano) |
|---|---|---|
| Risoluzione spaziale | 14 km | 27 km |
| Frequenza aggiornamenti | 2 volte al giorno | 4 volte al giorno |
| Output temporale | Ogni 1 ora | 1 ora (fino a 5 gg), poi ogni 3 ore |
| Modello fisico | Non-idrostatico | Idrostatico |
| Accuratezza media | Superiore | Inferiore, ma utile per eventi estremi |
| Accesso ai dati | Limitato / a pagamento | Open Data |
Perché l’ECMWF è oggi il riferimento globale
- Potenza di calcolo superiore: l’ECMWF investe continuamente in supercomputer di nuova generazione, capaci di elaborare simulazioni dettagliate in tempi ridotti.
- Migliore assimilazione dati: il sistema europeo integra osservazioni satellitari e terrestri in modo più efficiente, migliorando la qualità delle condizioni iniziali.
- Focalizzazione unica: a differenza del NOAA, l’ECMWF concentra le sue risorse su un unico modello globale, con maggiore coerenza e qualità.
- Ricerca continua: oltre all’attività operativa, l’ECMWF è anche un centro di ricerca d’eccellenza, con una pipeline di innovazione più veloce rispetto al sistema americano.

Conseguenze e scenari futuri
La crisi del GFS sta spingendo un numero crescente di professionisti – meteorologi, enti pubblici e privati – a preferire i prodotti ECMWF, nonostante i costi di accesso più elevati. La gratuità dei dati GFS resta un punto di forza, ma non basta a colmare il divario tecnico.
Il NOAA è consapevole delle difficoltà e ha avviato un piano di modernizzazione, ma serviranno tempo, risorse e un rafforzamento dell’intera infrastruttura per tornare a competere ai massimi livelli.
Il divario tra GFS ed ECMWF
Oggi più che mai, il divario tra GFS ed ECMWF è evidente. Mentre il primo affronta una fase di revisione interna, il secondo si conferma il modello meteo più affidabile al mondo per le previsioni a medio termine. Conoscere le differenze tra i due sistemi non è solo utile, ma ormai indispensabile per chi lavora con il meteo professionale.
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