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Meteo, jet stream impazzito e cut off: perché il blocco atmosferico porta piogge estreme

Meteo, jet stream impazzito e cut off: perché il blocco atmosferico porta piogge estreme
Blocco anticiclonico 23 maggio

Nel panorama meteorologico europeo, i blocchi atmosferici rappresentano una delle configurazioni sinottiche più influenti e durature, capaci di modificare profondamente la distribuzione delle piogge, la circolazione delle perturbazioni e persino la temperatura su scala continentale. Quando si instaurano sistemi di alta pressione stazionari sul Nord Europa, come tra Scandinavia, Russia occidentale o le Isole Britanniche, l’intera dinamica atmosferica dell’emisfero settentrionale può cambiare per giorni, se non settimane.

Jet stream 17 maggio

Questi anticicloni persistenti agiscono come vere e proprie barriere, interrompendo il normale flusso zonale delle correnti occidentali che spingono le perturbazioni dall’Atlantico verso l’Europa. Il risultato? Le correnti vengono deviate, e il Mediterraneo si trasforma spesso nel bersaglio di depressioni isolate, responsabili di fenomeni meteorologici estremi.

L’effetto domino: cosa succede quando si blocca la corrente a getto

Il cuore del fenomeno è legato al comportamento della corrente a getto (jet stream), il flusso di aria veloce che scorre a quote elevate sopra l’emisfero boreale. In condizioni normali, segue un tracciato da ovest a est, ma la presenza di un blocco atmosferico ne altera il percorso, che assume forme ondulate, come nel caso delle configurazioni a “omega” o “dipolo”. In queste situazioni, un promontorio di alta pressione viene affiancato da due sacche depressionarie, una a ovest e una a est.

Quando il getto rallenta o si piega marcatamente verso sud, può verificarsi un cut-off: una sacca di aria fredda in quota si separa dal flusso principale e si isola nel cuore del Mediterraneo. È proprio in questi casi che l’instabilità si fa persistente, alimentando precipitazioni abbondanti, temporali violenti e situazioni di forte rischio idrogeologico.

Nord Europa sotto l’alta pressione, Italia sotto l’acqua

L’esperienza meteorologica degli ultimi anni offre numerosi esempi: basti pensare a quanto accaduto in Sicilia nelle ultime ore, o all’ondata di piogge intense che ha colpito il Lazio nell’aprile 2025. In entrambi i casi, un anticiclone stazionario nel Nord Europa ha deviato le perturbazioni verso il Mediterraneo centrale, favorendo la formazione di depressioni isolate che hanno colpito con forza il Sud e il Centro Italia.

Blocking pattern 17 maggio

Questo meccanismo è ben noto ai meteorologi: quanto più a lungo persiste l’alta pressione al nord, tanto più aumenta la probabilità che l’Italia venga investita da maltempo anomalo, con eventi estremi che possono variare da piogge torrenziali a ondate di calore fuori stagione.

Clima e blocchi: perché sono sempre più frequenti?

La scienza climatica ha individuato una correlazione diretta tra riscaldamento globale e maggiore frequenza dei blocchi atmosferici. Secondo il Copernicus Climate Change Service, le estati europee degli ultimi decenni hanno visto crescere la persistenza dei blocchi, con esempi eclatanti come quella del 2014, in cui un jet stream anormalmente ondulato ha mantenuto una depressione quasi fissa sull’Europa centrale per settimane.

Alla base di questo cambiamento vi è un fenomeno noto come amplificazione artica: la perdita di ghiaccio marino nell’Artico riduce il contrasto termico tra le alte e medie latitudini, rallentando il flusso della corrente a getto e aumentando la probabilità di configurazioni bloccanti. Questo effetto è reso ancora più marcato dal riscaldamento delle acque superficiali del Mediterraneo, che forniscono energia supplementare alle depressioni, rendendole più durature e più intense.

Il futuro del Mediterraneo tra alluvioni e ondate di calore

I blocchi di alta pressione nel Nord Europa hanno un impatto diretto sul Mediterraneo. Oltre a favorire sistemi depressionari stazionari, sono anche responsabili di eventi estremi sempre più frequenti: basti pensare alle bombe d’acqua che devastano intere regioni o alle ondate di calore africano che si protraggono ben oltre i limiti stagionali.

Non è un caso che in presenza di blocchi prolungati, il Centro-Sud Italia venga colpito da depressioni cut-off alimentate da mari eccezionalmente caldi. Questo mix, unito a un jet stream impazzito, crea le condizioni ideali per fenomeni meteo estremi che in passato erano eccezionali, ma che oggi stanno diventando sempre più frequenti, intensi e difficili da prevedere.

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