Violazione di due direttive europee, di cui una sulla conservazione degli habitat naturali. Mancata acquisizione del parere della Autorità di regolazione dei trasporti. Sono le motivazioni chiave in base alle quali la Corte dei Conti, lo scorso ottobre, ha negato il visto e la conseguente registrazione alla libera del Cipess, risalente ad agosto, sul via libera al Ponte sullo Stretto di Messina. Oggi la Sezione centrale di controllo di legittimità della Corte dei Conti ha depositato la deliberazione rendendo note le motivazioni. Secondo quanto riporta un comunicato, il Collegio, nell’espletamento del controllo preventivo di legittimità, ha ritenuto di assegnare prioritario rilievo alla “violazione della direttiva 92/43/CE del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, a causa della carenza di istruttoria e di motivazione della c.d. delibera IROPI”; alla “violazione dell’art. 72 della direttiva 2014/24/UE, in considerazione delle modificazioni sostanziali, oggettive e soggettive, intervenute nell’originario rapporto contrattuale”.
Inoltre la Corte rileva la “violazione degli artt. 43 e 37 del decreto-legge n. 201/2011, per la mancata acquisizione del parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti in relazione al piano tariffario posto a fondamento del piano economico e finanziario“. Con la medesima delibera, aggiunge il comunicato, sono state, altresì, formulate osservazioni relative a ulteriori profili confermati all’esito dell’adunanza, ma ritenuti non decisivi ai fini delle valutazioni finali.
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