L’inverno meteorologico è iniziato, ma sulla Francia il calendario sembra essersi fermato alla primavera. I primi giorni di dicembre stanno infatti mostrando un volto climatico del tutto anomalo, con temperature massime che in alcuni settori del Paese hanno raggiunto e in alcuni casi superato i +20–22°C, valori che superano di oltre 10 gradi le medie stagionali. Un’anomalia termica così marcata non è un semplice episodio isolato, ma il chiaro riflesso di una struttura atmosferica stabile, dominata da una vasta massa d’aria subtropicale che continua a imporsi sull’Europa occidentale.
Nelle ultime 24 ore il caldo fuori stagione ha interessato in modo particolare il Sud-Ovest tra Aquitania e Roussillon, dove diverse stazioni meteorologiche hanno registrato massime tipicamente primaverili. In un periodo dell’anno in cui normalmente i termometri si fermano tra gli 8 e i 12°C, ritrovarsi sopra i 20°C rappresenta un segnale climatico tutt’altro che trascurabile. Anche il Nord del Paese, pur senza picchi così elevati, sta vivendo valori decisamente sopra media, complice la presenza di estesi strati nuvolosi che limitano il raffreddamento notturno e mantengono le temperature su livelli insolitamente miti.

Il quadro che emerge è quello di una Francia termicamente sbilanciata, dove il Sud sperimenta condizioni quasi primaverili, mentre il resto del territorio resta avvolto in una mitezza persistente, favorita da un campo di alta pressione poco disturbato. Le proiezioni per i prossimi giorni non fanno intravedere cambiamenti sostanziali: le temperature continueranno a mantenersi su valori compresi tra 13 e 20°C su molte regioni, con scarti positivi che localmente potranno ancora superare i 7–8°C rispetto ai valori climatologici di inizio dicembre.
Anche dal punto di vista delle piogge, l’evoluzione appare piuttosto “bloccata”. Le perturbazioni atlantiche continueranno a scorrere a latitudini più settentrionali, interessando in modo più diretto solo le aree affacciate sulla Bretagna, mentre sul resto del Paese prevarranno condizioni asciutte o con precipitazioni molto sporadiche. Questo significa prosecuzione del deficit pluviometrico, soprattutto su ampie porzioni del Centro-Sud, proprio in una fase dell’anno che dovrebbe invece contribuire alla ricarica delle riserve idriche.
Questo avvio di inverno meteorologico si sta dunque rivelando profondamente atipico, con un equilibrio atmosferico che favorisce stabilità, mitezza e scarse precipitazioni. Un assetto che, se dovesse prolungarsi ancora a lungo, potrebbe avere ripercussioni non solo sul settore climatico, ma anche su quello agricolo, energetico e perfino turistico, soprattutto nelle aree montane dove la neve continua a rimanere assente o confinata alle quote più elevate.
In sintesi, la Francia sta vivendo un dicembre eccezionalmente mite, con temperature fuori scala e un andamento meteo più vicino alla primavera che all’inverno. Un’anomalia che, ancora una volta, conferma quanto il clima europeo stia mostrando segnali sempre più evidenti di instabilità strutturale e di marcata variabilità stagionale.
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