Il 4 dicembre non è una data come le altre sul calendario, specialmente per chi, per mestiere o per destino, ha a che fare con la potenza imprevedibile del fuoco e degli esplosivi. Oggi si celebra Santa Barbara, una delle figure più venerate della tradizione cristiana, conosciuta popolarmente come protettrice contro i fulmini e la morte improvvisa, ma amata soprattutto come la “madre spirituale” dei Vigili del Fuoco. In tutta Italia, dalle grandi città ai distaccamenti provinciali, le sirene oggi suonano non per l’emergenza, ma per la festa. Nelle caserme si celebrano messe, si consegnano onorificenze e si ricorda il sacrificio di chi ha perso la vita in servizio, rinnovando un legame indissolubile tra i pompieri e la loro Santa.
La leggenda: il fuoco che scende dal cielo
Per capire perché una giovane donna vissuta nel III secolo d.C. sia associata alla polvere da sparo e ai fulmini, bisogna guardare alla sua tragica agiografia. La leggenda narra che Barbara, rinchiusa in una torre dal padre Dioscoro per proteggerla dai corteggiatori (e dalla nuova fede cristiana), riuscì comunque a convertirsi. Il padre, scoperto il “tradimento”, la denunciò e, dopo varie torture a cui la giovane sopravvisse miracolosamente, decise di decapitarla lui stesso. Proprio nel momento in cui la spada calò sul collo di Barbara, però, la giustizia divina si abbatté sotto forma di un fulmine a ciel sereno, che colpì Dioscoro incenerendolo all’istante.
È da questo episodio che nasce la credenza popolare: Santa Barbara ha il potere di controllare il fuoco che scende dal cielo. Per secoli, la sua immagine è stata posta a guardia dei depositi di polvere da sparo (chiamati non a caso “santabarbara”) sulle navi da guerra e nelle fortezze, invocata da artiglieri, minatori e marinai per scongiurare esplosioni accidentali.
Il coraggio dei Vigili del Fuoco
Se la protezione dai fulmini appartiene alla tradizione popolare, il patronato sui Vigili del Fuoco è una realtà viva e tangibile. La scelta di Santa Barbara come patrona del Corpo non è casuale: rappresenta la capacità di affrontare il pericolo improvviso senza indietreggiare.
Per i pompieri, il 4 dicembre è il momento del bilancio di un anno di attività, ma è soprattutto un momento di identità collettiva. La Santa incarna i valori del Corpo:
- L’abnegazione – Il sacrificio personale per un bene superiore;
- La prontezza – La capacità di rispondere immediatamente al “fulmine” dell’emergenza;
- La protezione – La difesa dei cittadini dalle calamità.
In un periodo segnato da eventi meteo estremi, alluvioni e incendi boschivi, la figura di Santa Barbara assume un significato ancora più profondo. Ricorda a tutti noi che dietro ogni uniforme c’è una persona che, affidandosi anche alla protezione celeste, mette a rischio la propria vita per la sicurezza della comunità.
Oggi, mentre si guarda il cielo sperando che non porti tempesta, il pensiero va a loro: agli “angeli del fuoco” che, sotto lo sguardo severo e dolce di Santa Barbara, sono pronti a partire al primo suono di sirena.
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