Al nastro di partenza tre progetti volti ad avvicinare il progetto Earth Telescope, che punta a studiare il cuore della Terra dallo stesso sito di Sos Enattos, in Sardegna, candidato a ospitare il futuro rilevatore di onde gravitazionali Einstein Telescope. I progetti, presentati a Roma presso la sede dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, sono possibili grazie al progetto Rose (Reinforcement of the Observational Systems of the Earth), finanziato con 6 milioni di euro dal Fondo per l’edilizia e le infrastrutture di ricerca del Ministero dell’Università e della Ricerca.
Nell’arco di tre anni, inoltre, l’Earth Telescope punta a riunire la comunità scientifica internazionale impegnata nello studio del funzionamento del sistema Terra.
Il primo dei tre progetti si chiama Sakura (Studying the Asthenosphere as a Key to Understand the Dynamics of Plates and the Origin of Magmas) e intende esplorare il ruolo della parte del mantello terrestre chiamata astenosfera nella tettonica e nella formazione del magma.
Il secondo progetto è Tesi (Study of Geospheres Interactions in the Earth System), e il suo obiettivo è analizzare le interazioni tra i processi interni e la dinamica superficiale della Terra. Il terzo progetto è Demetra (Investigating the Interplay Between Volcanic Activity and Climate Change), per studiare l’interazione fra attività vulcanica e cambiamento climatico, valutando l’impatto delle emissioni vulcaniche sul clima globale.
Tutti e tre puntano ad approfondire le interazioni tra i processi interni del pianeta e la sua dinamica superficiale, utilizzando approcci integrati che comprendono sismologia, indagini geofisiche, modellazione numerica ed esperimenti di laboratorio. Verranno inoltre analizzati i meccanismi con cui l’attività vulcanica interagisce con il cambiamento climatico, valutando l’impatto delle emissioni vulcaniche sul clima globale.
Un ulteriore obiettivo è lo studio dell’astenosfera, elemento chiave nella tettonica e nella formazione del magma, attraverso tecniche osservative e analitiche avanzate.
Ciascuna linea di ricerca, rileva l’INGV, contribuirà allo sviluppo di nuove metodologie e tecnologie, con un impatto significativo sulla comprensione dei sistemi dinamici della Terra.
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