Per la prima volta, un team di ricercatori dell’Istituto di Scienze Industriali dell’Università di Tokyo ha sviluppato un sistema innovativo per mappare il fondale marino con una precisione sorprendente, fino al centimetro. Descritto sulla rivista Earth and Space Science, il metodo sfrutta un drone idrovolante equipaggiato con tecnologia GNSS-Acoustic (GNSS-A), capace di ricevere dati dalle stazioni transponder posizionate sul fondo dell’oceano.
Questa tecnica segna un netto progresso rispetto ai tradizionali sistemi, che richiedono l’uso di navi o boe collegate a stazioni fisse, spesso costosi, lenti e limitati dall’imprevedibilità delle condizioni marine. Dopo prove iniziali in vasche d’acqua, il drone è stato testato in mare aperto, dimostrando un margine d’errore di soli 1-2 centimetri, risultato finora raggiunto solo da sofisticate strumentazioni montate su imbarcazioni.
Il monitoraggio ad alta precisione è cruciale in aree come la Fossa di Nankai, al largo del Giappone sudoccidentale, tra le più esposte a terremoti megathrust e devastanti tsunami. I ricercatori sono convinti che questo sistema possa diventare una base tecnologica per una sorveglianza continua e rapida, contribuendo a salvare vite e a ridurre i danni causati da eventi sismici e maremoti.
L’articolo Un drone idrovolante per prevedere i terremoti: rivoluzione nei rilievi del fondale marino sembra essere il primo su MeteoWeb.
