Il Sole ha inviato un potente segnale di attività nella serata del 6 dicembre: alle 21:39 ora italiana, la regione attiva 4299 ha generato un brillamento solare classe M8.1 diretto verso la Terra. L’esplosione energetica ha quasi raggiunto la categoria X, la più intensa nella scala dei flare solari, e ha provocato una momentanea ionizzazione dell’atmosfera terrestre. Questo fenomeno ha causato un blackout radio a onde corte sull’Oceano Pacifico, con possibili interruzioni dei segnali su tutte le frequenze sotto i 20 MHz per circa 15-20 minuti.
Tuttavia, l’evento più significativo non è stato il flare stesso, ma l’espulsione di massa coronale (CME) associata.
I coronografi NOAA e SOHO hanno rilevato un “full-halo CME”, una nube di plasma solare che si espande in tutte le direzioni, con una componente diretta verso la Terra. Secondo le simulazioni della NASA, l’impatto è previsto per le prime ore fino a mezzogiorno del 9 dicembre.
Le conseguenze potrebbero includere tempeste geomagnetiche di categoria G3 (forte), in grado di disturbare temporaneamente le reti elettriche, i sistemi di navigazione satellitare e le comunicazioni radio.
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