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VNL, Antropova torna alle origini e fa sorridere l’Italia: 3-1 sull’Ucraina, spiccioli di partita per Egonu

VNL, Antropova torna alle origini e fa sorridere l’Italia: 3-1 sull’Ucraina, spiccioli di partita per Egonu

Per mandare via la ruggine serve tempo, per ritrovare però subito le care vecchie abitudini non c’è da aspettare molto. Perché l’Italia di Velasco a Hong Kong ha ritrovato praticamente tutte le titolari in una volta sola, e al di là di qualche inevitabile (e comprensibile) passaggio a vuoto il risultato che doveva arrivare è arrivare. Col 3-1 sull’Ucraina che avvicina sensibilmente Danesi e compagne all’obiettivo “minimo” del percorso di VNL, quello che conduce alle Finals di Macao. E non inganni il punteggio, che complice un secondo set gestito un po’ così così ha finito per rendere meno netta la vittoria: l’Italia ha mostrato lampi del gruppo che ha dominato le ultime due annate di volley internazionale, cosa non così scontata pensando all’inattività recente di molte giocatrici.

Antropova show in posto 2: 25 punti con 4 ace e due muri

Il risultato aveva la sua importanza, perché passi falsi nell’ultima fase del torneo sarebbero decisamente sconsigliati. La prestazione a tratti è stata incoraggiante, con la flessione del secondo set che qualche grattacapo a Velasco l’ha procurato. Il CT in avvio ha schierato la diagonale con Orro e Antropova, Nervini e Sylla di banda, Danesi e Fahr al centro e Fersino nel ruolo di libero, con Ilaria Spirito “spostata” anch’essa nel ruolo di schiacciatrice per poter essere sfruttata meglio nelle rotazioni difensive in ricezione.

L’ace col quale Sharhorodska apre la partita (Sylla colpita e affondata) è il segnale che non c’è da stare troppo allegre: l’Ucraina batte forte e prova a prendere il largo (sale anche sul 7-4), ma l’Italia appena si scioglie dimostra di averne di più. Orro e Antropova trovano la parità a quota 8, poi ci pensano le centrali (Danesi prima, poi Fahr) a scavare il primo solco di matrice azzurra (13-10).

Artyshuk perde smalto e precisione e le ragazze di Velasco scappano senza indugiare oltre (19-12), poi quando Fahr trova l’ace del 21-13 di fatto manda i titoli di coda, con Danesi che con un bel primo tempo chiude i conti sul 25-15.

La flessione e la reazione al fulmicotone nel terzo set

Vista così sembrerebbe una passeggiata di salute, ma le ucraine sanno il fatto loro. E se nel secondo set è l’Italia a trovare un break di vantaggio fino a metà frazione (15-13), un contro parziale di 5-0 ribalta completamente l’inerzia e obbliga Velasco a serrare i ranghi. Antropova a muro e Danesi con un ace ritrovano la parità a quota 19, poi un altro ace di Kate vale il nuovo vantaggio sul 21-20, ma un altro 4-0 ucraino finisce per rivelarsi fatale, con le italiane che a muro provano a rifarsi sotto (23-24) prima di cedere sul mani out di Dymar sulla terza palla set (25-23).

Nonostante l’ingresso di Egonu, la rimonta resta solo nelle intenzioni e obbliga l’Italia ad alzare l’asticella nei due set successivi. Un proposito comunque realizzato a dovere: il terzo si apre con un 6-1 di parziale cavalcato sull’onda di due ace di Antropova, e quando Orro trova a muro il punto numero 10 (a 2) si capisce che il parziale è bello che in ghiaccio. Non c’è nemmeno da star troppo a discutere: 6 muri complessivi e tre ace in un set senza storia, chiuso addirittura sul 25-10.

La rimonta finale val bene uno sforzo in meno

Il quarto è un po’ più combattuto, con le azzurre che provano subito l’allungo sull’8-5 (ma l’Ucraina impatta sempre a 8) e Nudha che addirittura spinge le compagne avanti di due lunghezze (11-13) costringendo Velasco al timeout. A muro l’Italia è meno continua e sul 13-17 il rischio di vedersi trascinate al tiebreak è elevatissimo, nonostante anche Egonu trovi punti preziosi.

Sul 16-20 un provvidenziale video check chiamato per un tocco quasi impercettibile su un attacco di Sylla (inizialmente chiamato out) rimette in pista le italiane, con Antropova che con tre punti consecutivi rimette l’Italia in scia e Fahr che impatta a quota 21.

L’Ucraina accusa la fatica e con altri 4 punti consecutivi (errore di Nudha, poi Antropova, Fahr e Omoruyi sul match point) chiudono le ostilità. Di rosso vestite, veloci come una Ferrari a Silverstone: Velasco ha ritrovato le “sue” ragazze, e il tempo sembra essersi come fermato.

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