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Anticipazione Annuario 2026: microplastiche nel mare della Toscana

Presentiamo i risultati del monitoraggio che ARPAT ha svolto nel 2025 nell’ambito degli obiettivi previsti dalla Direttiva Quadro sulla Strategia Marina, per verificare la presenza di microplastiche nello strato superficiale del mare.

L’Unione Europea richiede agli Stati membri di reperire informazioni sui trend, per individuare la quantità, la distribuzione e, se possibile, la composizione di microparticelle e nano plastiche presenti in ambiente marino con l’obiettivo finale di minimizzarne la quantità e i danni da esse causate sulle reti trofiche.

Per microplastiche si intendono frammenti di dimensioni comprese da 0,1 a 5000 micrometri (cioè da 0,001 a 5 millimetri), per nanoplastiche, invece, da 0,001 a 0,1 micrometri.

L’origine di queste particelle, una volta disperse nell’ambiente, è difficile da identificare. Possono infatti provenire sia da fonti primarie che secondarie. Nel primo caso si tratta di frammenti rilasciati direttamente nell’ambiente con queste dimensioni e la loro fonte principale è il lavaggio di capi sintetici (35% delle microplastiche primarie), seguita da abrasione degli pneumatici durante la guida (28%) e microplastiche aggiunte intenzionalmente nei prodotti cosmetici (2%). Nel secondo caso si tratta di frammenti di materie plastiche derivanti dalla disgregazione progressiva di rifiuti di maggiori dimensioni.

L’attività di monitoraggio delle microplastiche viene svolta dal personale dell’Agenzia nell’ambito della Direttiva Quadro sulla Strategia Marina, eseguendo campionamenti in mare lungo 4 transetti ortogonali alla costa posizionati in corrispondenza di Fiume Morto (PI), Donoratico (LI), Carbonifera (LI) e Foce Ombrone (GR) – ognuno caratterizzato da tre stazioni di campionamento a 0,5 (circa 900 m), 1,5 (circa 2,8 km) e 6 (circa 11 km) miglia nautiche di distanza dalla costa.

In ogni stazione, con cadenza semestrale (solitamente nei mesi di aprile/giugno e ottobre/novembre), le microplastiche vengono campionate trainando il retino “manta” per 20 minuti in direzione contraria alla corrente prevalente, registrando i parametri fisico-chimici e le condizioni meteo-marine al momento del prelievo. Al termine del campionamento i frammenti raccolti sono conteggiati e classificati in base alla loro forma e colore.

Nel 2025 i frammenti di microplastiche presenti nello strato superficiale del mare sono stati quantificati in circa 0,0100 oggetti per metro quadro, nel 2024 i frammenti di microplastiche presenti nello strato superficiale del mare toscano sono stati quantificati in circa 0,049 oggetti per metro quadro.

Le forme più comuni sono il frammento (80%) e il foglio (13%) mentre il colore maggiormente riscontrato è il bianco (57%) seguito da una varietà di altri colori: nero, rosso, verde e blu.

I dati evidenziano come, ad aprile, la concentrazione più elevata è alla Foce dell’Ombrone (0,0230), seguita da Carbonifera (0,0100) e Donoratico (0,0060), mentre Fiume Morto ha il valore più basso (0,0020). Ad ottobre, il quadro cambia. La concentrazione più elevata viene osservata a Fiume Morto (0,0220), mentre alla Foce dell’Ombrone si registra una netta diminuzione (0,0074). Anche Carbonifera mostra un calo (0,0040), mentre Donoratico rimane sostanzialmente stabile (0,0070).

transetto 2025 2025 2025 2015-2025
media tra 3 stazioni aprile ottobre media media
fiume Morto 0,0020 0,0220 0,0120 0,029
Donoratico 0,0060 0,0070 0,0065 0,037
Carbonifera 0,0100 0,0040 0,0070 0,069
foce Ombrone 0,0230 0,0074 0,0152 0,092
media regionale 0,0100 0,0101 0,0101 0,057

Da dati decennali raccolti tra il novembre 2015 e l’ottobre 2025 emerge che il valore medio complessivo di tutte le rilevazioni nel decennio è 0,057 con un’elevata variabilità tra anni, stagioni e transetti in linea con quanto riportato in numerosi studi.

Tale valore risulta inferiore rispetto alle concentrazioni medie di microplastiche galleggianti generalmente riportate per il bacino mediterraneo, che si collocano mediamente nell’ordine di 0,1–0,2 oggetti per m² (metro quadro), evidenziando tuttavia l’elevata eterogeneità spaziale e temporale della distribuzione delle microplastiche superficiali.

Le microplastiche non sono distribuite uniformemente sulla superficie del mare, ma presentano zone di accumulo alternate ad aree caratterizzate da concentrazioni molto basse, per l’interazione tra diversi fattori (vento, correnti superficiali, turbolenza e processi di convergenza), che possono determinare variazioni significative anche tra campioni raccolti a breve distanza o in tempi ravvicinati.

Ad esempio, i valori estremamente elevati misurati durante la primavera 2016 nella zona di Foce Ombrone e, in particolare, nella stazione posta a 6MN di distanza con il valore di 3,364, massimo misurato in tutta la Toscana, sono probabilmente da riferirsi ad un accumulo temporaneo o “hotspot” determinato da correnti e venti. Se dovessimo non considerare quel dato, anche le medie decennale dei transetti sarebbero molto più simili, pur con una variabilità significativa nel corso degli anni.

Per quanto, come detto, i dati siano “affetti” da una tale eterogeneità della distribuzione superficiale delle microplastiche, sembra che le stazioni poste a maggiore distanza dalla costa (6MN) siano quelle con le concentrazioni medie più elevate con un leggero aumento dalla costa verso il largo (0,038 a 0,5MN; 0,045 a 1,5MN e 0,086 a 6MN), anche nel caso di eliminazione dei dati dell’aprile 2016 (rispettivamente 0,027; 0,035 e 0,038).

Analogamente la primavera sembra essere la stagione nella quale si ritrova il maggior numero di microplastiche superficiali, con valori medi molto più elevati (spesso il doppio) rispetto all’autunno.

Entrambe queste caratteristiche con concentrazioni più elevate al largo ed in primavera potrebbero trovare una spiegazione legata alla natura delle microplastiche che, venendo facilmente trasportate da venti e correnti e rimanendo in superficie a lungo, perdono il loro legame con la fonte iniziale e si accumulano laddove si verificano le condizioni meteomarine prevalenti nel corso dell’anno.

La pagina dedicata alle microplastiche nella sezione Dati ambientali

Foto di Pete Linforth da Pixabay

 

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