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Allarme siccità in Sicilia: aprile chiude con il 30% di pioggia in meno

Allarme siccità in Sicilia: aprile chiude con il 30% di pioggia in meno

Dopo un avvio d’anno promettente sul fronte delle precipitazioni, il mese di aprile 2025 ha segnato un netto rallentamento della pioggia in quasi tutta la Sicilia. Un’anomalia che, sebbene non abbia causato danni immediati, inizia a sollevare preoccupazioni concrete per le colture cerealicole, proprio nella delicata fase di maturazione.

Piogge sotto la media: aprile chiude con il 30% in meno

I dati ufficiali raccolti dalla rete SIAS (Servizio Informativo Agrometeorologico Siciliano) parlano chiaro: solo 29 mm di pioggia in media sull’intero territorio regionale, contro una media climatologica di circa 44 mm nel periodo 2003–2022. In altre parole, precipitazioni inferiori del 30% rispetto alla norma.

Nonostante un numero di giornate piovose non così basso – 4,2 in media rispetto alle 6 abituali – le piogge sono risultate sparse, localizzate e poco incisive. Fa eccezione l’evento del 1° aprile, che ha rappresentato l’unico episodio significativo e diffuso. Nel resto del mese si sono alternati rovesci brevi, a macchia di leopardo, e piogge pomeridiane ad evoluzione diurna, sempre con distribuzione territoriale fortemente disomogenea.

Scarto Vs norma pioggia in 12 mesi
Scarto Vs norma pioggia Sicilia in 12 mesi – fonte SIAS

Estremi pluviometrici e impatti locali

La disomogeneità è evidente se si guardano i dati delle singole stazioni SIAS: da un massimo di 11 giorni piovosi a Cesarò Monte Soro (ME), si passa al minimo assoluto di 0 giorni a Licata (AG), dove gli eventi registrati non hanno mai superato 1 mm giornaliero.

Il massimo accumulo giornaliero si è avuto il 23 aprile a Caltagirone (CT), con ben 63 mm registrati in poche ore presso la stazione di Contrada San Severino. Un temporale intenso che ha provocato grandinate e danni localizzati agli agrumeti in allegagione, sottolineando come anche episodi isolati possano avere impatti agronomici rilevanti.

Effetti agricoli: fienagione in corsa, riserve foraggere in ripresa

Nonostante il deficit idrico, l’andamento meteorologico di aprile ha comunque favorito alcune attività agricole. In particolare, sfalci e fienagione si sono svolti in condizioni ideali, consentendo un’accelerazione delle operazioni e un ottimo livello produttivo dei foraggi.

Le aziende zootecniche siciliane – messe a dura prova dalla scarsità produttiva del biennio precedente, tra eccessi di pioggia nel 2023 e siccità nel 2024 – stanno finalmente ricostituendo scorte foraggere aziendali di buon livello.

Cereali in maturazione: scatta l’allerta siccità in alcune aree

Più delicata, invece, la situazione per i cereali in fase di maturazione, che rischiano di entrare in stress idrico proprio nel momento chiave dello sviluppo delle cariossidi.

Le zone più vulnerabili sono quelle con terreni sciolti e meno profondi, dove la scarsità di piogge si somma a un’anomalia termica registrata a inizio maggio: temperature superiori alla norma che stanno accelerando i processi vegetativi. Le semina più tardive, in particolare, mostrano già i primi segnali di sofferenza.

Prospettive future: stagione irrigua meno critica, ma occhio al caldo

Con aprile ormai concluso e con esso il periodo statisticamente più piovoso dell’anno, è difficile che i mesi a venire possano ricostituire le riserve idriche in modo significativo.

Tuttavia, eventuali piogge residue di maggio e giugno potrebbero risultare preziose per ritardare l’avvio della stagione irrigua, che – secondo le proiezioni – dovrebbe essere meno critica rispetto al 2024, almeno nelle province orientali della Sicilia.

Resta però alta l’attenzione sulle temperature in continuo rialzo, che negli ultimi quattro anni hanno sistematicamente accentuato i problemi idrici, anche in presenza di precipitazioni nella norma.

Conclusioni: serve monitoraggio continuo e gestione oculata dell’acqua

Il mese di aprile ha lanciato un chiaro segnale: la piovosità irregolare e insufficiente impone una gestione più attenta delle risorse idriche, soprattutto nei settori cerealicolo e zootecnico.

La sfida, come ormai ogni anno, sarà quella di anticipare le esigenze idriche delle colture, adattando strategie agronomiche a una primavera sempre più incostante e accelerata dal cambiamento climatico.

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