Nel 2026 Impulse Space e Anduril tenteranno una delle operazioni più complesse mai condotte in orbita: dimostrare che un veicolo spaziale può avvicinarsi, osservare e manovrare attorno ad altri oggetti in orbita geostazionaria (GEO) senza alcun controllo umano diretto. L’annuncio segna un passo cruciale nella collaborazione tra la startup californiana e l’azienda di tecnologia per la difesa. Al centro della missione c’è Mira, un veicolo da 300 kg progettato per il trasferimento orbitale, che sarà equipaggiato con sensori avanzati, un imager a infrarossi e software di intelligenza artificiale di Anduril per la navigazione autonoma. Per raggiungere l’orbita geostazionaria a 36mila km dalla Terra, Mira viaggerà a bordo di Helios, il nuovo “space tug” sviluppato da Impulse con il supporto della U.S. Space Force.
Una volta in GEO, Mira si separerà e inizierà a eseguire operazioni di rendezvous e prossimità (RPO): acquisire immagini di satelliti designati, analizzarle a bordo ed effettuare manovre autonome per osservarli da più angolazioni.
Questa capacità è considerata strategica per la sicurezza nazionale: disporre di satelliti in grado di riposizionarsi rapidamente permette di monitorare attività sospette e rispondere con prontezza a nuove minacce. Secondo Impulse, la combinazione di Helios e Mira offrirà uno strumento di “tactical responsiveness”, capace di coniugare velocità, flessibilità e riduzione dei costi rispetto ai metodi tradizionali di accesso al GEO.
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