La carta d’identità dice 63 alla voce età. Eppure Carlos Sainz senior si presenta ai nastri di partenza della Dakar con la stessa voglia della prima volta. Sicuramente con più esperienza e consapevolezza di chi, campione mondiale di rally, appena due anni fa a quota 61 anni, ha vinto alla grande il suo quarto raid dal fascino unico e che anche quest’anno andrà a caccia del pokerissimo. Prima di prendere il via però un’excursus sulla F1, sul figlio, l’ex Ferrari Sainz jr col dente ancora un po’ avvelenato con un pensiero al grande 2025 di Marc Marquez e al futuro dell’automobilismo.
- Sainz sr all’ennesima sfida Dakar
- La frecciata alla Ferrari: “Carlos jr ha fatto bene”
- La candidatura alla FIA e la rielezione di Ben Sulayem
- L’elogio di Marquez, Valentino Rossi dimenticato
Sainz sr all’ennesima sfida Dakar
Si parte sabato 3 gennaio, con la breve tappa-Prologo, per poi affrontare 13 tappe – comprese due Marathon senza assistenza – inframezzate da un solo giorno di riposo, il 10 gennaio a Riyadh, e l’arrivo fissato per il 17 gennaio dopo 8.000 km percorsi di cui 4782 di prove speciali. Questa in breve la Dakar 2026 l’edizione numero 48 del rally raid più famoso e con più fascino al mondo.
Lui, Carlos Sainz, alla veneranda età di 63 anni parte ancora con il sogno di vincere per la quinta volta. Del resto la carta d’identità e i percorsi impervi dell’Arabia Saudita li ha già battuti due anni fa, quanto i genetliaci erano 61. “Per me, battere chiunque è una sfida – dice l’ex campione mondiale di rally a Marca – Ma non corro per dimostrare niente a nessuno. Corro perché mi piace, perché mi diverto e perché mi piace vincere. Mi piace quello che faccio e, quando le cose vanno bene, la soddisfazione deriva dal sapere di aver fatto bene il mio lavoro”.
La frecciata alla Ferrari: “Carlos jr ha fatto bene”
Nell’intervista non sono mancati i riferimenti al mondo della F1 e dell’automobilismo in generale. Ovvio parlare del figlio, Carlos Sainz junior che è stato “appiedato” dalla Ferrari per prendere Hamilton. Ed incredibilmente, nonostante un inizio non facile, il pilota spagnolo ha centrato due podi con la Williams contro lo zero del 7 volte campione del mondo. E allora Carlos senior si toglie un piccolo sassolino pur non nominando Maranello:
“Non è stato facile – dice papà Sainz – ma ci ha portato gioia, come quei due podi e il finale di stagione in crescendo. Quello che ha ottenuto con la Williams è davvero notevole. Ha iniziato con difficoltà, ma la seconda metà è stata spettacolare. La scuderia è passata dal penultimo al quinto posto (tra i costruttori, ndr), e penso che sia lui che la squadra dovrebbero essere molto soddisfatti”.
Sul Mondiale 2026 con le nuove regole nessuna certezza, per Sainz come per gli altri almeno finchè non si metteranno le nuove auto in pista: “Sappiamo tutti che la base della vettura non ha molta importanza, perché cambia tutto. Con un cambiamento così radicale in Formula 1, parlare ora di dove si posizionerà ogni squadra è impossibile”.
La candidatura alla FIA e la rielezione di Ben Sulayem
Un anno fa, più o meno, Carlos Sainz senior annunciava la sua candidatura alla presidenza della FIA. Una candidatura forte, poi ritirata, ufficialmente per gli impegni da pilota, ma forse per l’impossibilità di poter battere Ben Sulayem come poi hanno dimostrato gli altri candidati successivi.
Da Sainz senior un messaggio dopo la rielezione dell’emiro: “La cosa importante, e ciò che spero, è che la FIA prenda buone decisioni. Ho pensato di candidarmi alla presidenza, ma ho visto che era impossibile, visti i tempi stretti. Ma se ha aiutato Ben Sulayem, in certe situazioni, a riflettere e a fare le cose in modo diverso, allora così sia. Mohamed può fare di meglio, e spero che ci riesca, perché se lui ci riuscirà, anche il motorsport, che è il mio sport, avrà successo”.
L’elogio di Marquez, Valentino Rossi dimenticato
Impossibile parlando del movimento motoristico spagnolo non menzionare il ritorno alla vittoria da dominatore di Marc Marquez nella MotoGP. Sainz senior si sbilancia sul valore del connazionale e di fatto mette in un angolo con un sol colpo Valentino Rossi e Giacomo Agostini, per lui il GOAT è Marc:
“È un esempio brillante. Un esempio di come superare i problemi, di come fare un passo indietro per poi farne due avanti. È un’icona. Se non esistesse, dovremmo inventarlo. Oltre a essere un pilota fantastico, è una persona eccellente e un buon amico. Per me, Marquez è il miglior pilota di motociclismo di tutti i tempi, qualcuno che segnerà una svolta”
