Via libera dal Parlamento europeo con 379 voti a favore, 248 contrari e 10 astenuti alla proposta di tagliare le emissioni del 90% al 2040 (rispetto al 1990), includendo alcune flessibilità per rendere la traiettoria meno rigida. Il testo – frutto di un compromesso tra i gruppi Ppe, Socialisti Ue, Renew e Verdi – sarà il mandato politico dell’Eurocamera per avviare il negoziato con i Paesi Ue. Tra le flessibilità, il ricorso fino al 5% di crediti internazionali di carbonio ‘di alta qualità’ nel raggiungimento del target a partire dal 2036, con una fase pilota dal 2031 al 2035. La modifica alla legge climatica Ue, così come proposta dalla Commissione e modificata dal Consiglio, mira a ribilanciare il processo di decarbonizzazione a favore della competitività del Vecchio Continente: da qui la necessità di introdurre nuove flessibilità per il raggiungimento degli obiettivi ambientali, sottolinea un comunicato del Parlamento.
Secondo il testo adottato, che fornirà la base per il trilogo finale sulla forma definitiva della legge, il ricorso ai crediti internazionali sarà possibile dal 2036, a patto che questi siano “di alta qualità” e “provenienti da Paesi terzi”, dove gli investimenti a livello Ue possono incidere sul processo globale di decarbonizzazione. “Il Parlamento chiede inoltre che le rimozioni permanenti di CO2 a livello nazionale possano compensare le emissioni difficili da ridurre nei settori coperti dal sistema di scambio delle quote di emissione dell’Ue”, il sistema ETS, “e una maggiore flessibilità tra settori e strumenti per raggiungere gli obiettivi nel modo più efficiente possibile”.
L’Eurocamera sostiene anche la proposta del Consiglio Ue di sostenere la proposta di rinviare di un anno l’estensione dell’ETS in ETS 2, che andrà a coprire le emissioni derivanti dalla combustione di carburanti negli edifici e nei trasporti stradali, al 2028.
Gli eurodeputati, inoltre, “chiedono alla Commissione di valutare i progressi verso gli obiettivi intermedi ogni due anni, tenendo conto dei dati scientifici più recenti, degli sviluppi tecnologici e della competitività internazionale dell’Ue”, mediante una revisione che “valuterà lo stato delle riduzioni nette Ue rispetto a quanto necessario per conseguire l’obiettivo 2040, le eventuali difficoltà emergenti e il potenziale di miglioramento della competitività industriale europea”, considerando anche l’andamento dei prezzi dell’energia e il loro impatto su imprese e famiglie. Sulla base di tutto questo, l’esecutivo Ue “potrà proporre una modifica della legge europea sul clima, anche per adeguare l’obiettivo 2040 o introdurre ulteriori misure a sostegno della competitività, della prosperità e della coesione sociale dell’Ue“, conclude il comunicato del Parlamento.
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