I risultati finali della COP29, la Conferenza ONU sul clima tenutasi a Baku, vanno valutati ‘‘oltre i numeri”. Lo scrive in un post sui social Francesco Corvaro, inviato speciale del governo italiano alla COP29, all’indomani dell’accordo raggiunto ”dopo estenuanti trattative” sulla cifra annuale (pari a 300 miliardi di dollari, da raggiungere entro il 2035) che i Paesi sviluppati si sono impegnati a corrispondere a quelli in via di sviluppo. ”Questo risultato non ha soddisfatto tutte le aspettative ed è evidente che rimane molto lavoro da fare e molte sfide da affrontare. Comprendo dunque il sentimento di insoddisfazione espresso dai Paesi in via di sviluppo sull’intesa raggiunta. Nonostante questo, però, a mio parere la COP29 ha raggiunto un risultato positivo e, per certi aspetti, migliore del previsto”, scrive.
Corvaro spiega che ogni decisione presa in sede COP non è vincolante e che non sono previste procedure di infrazione o sanzioni in caso di inadempienza. Pertanto, scrive, ‘‘sarà vitale quello che poi avverrà realmente al momento di mettere mano al portafoglio”. Ma il risultato di Baku è comunque positivo perché tutte le delegazioni (meno quella argentina) “sono rimaste al tavolo a discutere fino alla fine”, nonostante le complessità a livello di relazioni internazionali e l’apparente ostilità della prossima amministrazione USA alla causa climatica.
”I toni della discussione sono stati accesi, molto sentiti e in alcuni momenti assai duri da conciliare, ma alla fine non ha prevalso l’effetto domino di abbandonare tutto. Questo è, a mio parere, il risultato importante di COP29: la rete multilaterale seppur con molte difficoltà al momento ha retto e regge”, pur non essendo riuscita a ‘‘centrare tutti gli obiettivi necessari”. ”La comunità internazionale ha ribadito che la sfida climatica può essere affrontata solo con un approccio multilaterale globale’‘, non perché questo sia necessariamente il migliore o il più efficace ma perché data la natura globale del problema ”è l’unica strada percorribile’‘, scrive l’inviato speciale.
”COP29 non rappresenta un punto di arrivo ma una parte del percorso per giungere a uno sviluppo giusto e sostenibile, ribadisce la centralità del metodo partecipativo per affrontare la questione con la consapevolezza di quanto questa strada sia impervia e difficile ma di fatto la sola possibile. Un buon viatico per COP30”, conclude Corvaro.
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