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Dal marziano Sinner alla sorpresa Cobolli, fino allo sfortunato Berrettini: il pagellone 2025 del tennis azzurro

L’anno 2025 si è definitivamente concluso ed è dunque giunto il momento di dare un voto ai protagonisti azzurri dell’anno: dai successi storici di Sinner e Paolini, alla crescita di Cobolli e Musetti, passando per la sfortuna di Berrettini fino ad arrivare alle delusioni Nardi, Arnaldi e Bronzetti. Ecco il pagellone del tennis azzurro 2025.

Sinner: 10

Non si può non partire da Sinner, il leader del nostro movimento tennistico. Dopo l’incredibile 2024 le aspettative su Jannik erano altissime, ma l’altoatesino è riuscito addirittura a superarle. Oltre a confermarsi il re del cemento con la vittoria Australian Open e altri titoli, Sinner ha dimostrato incredibili progressi anche sulle altre superfici, regalando all’Italia il primo storico titolo in singolare a Wimbledon e raggiungendo la finale in tutti i tornei dello Slam (un traguardo di per sé già fenomenale), compreso il Roland Garros dove era arrivato addirittura a procurarsi tre match point (forse l’unica vera nota storta della stagione).

A sorprendere ancora una volta è stata anche la sua incredibile capacità di rialzarsi e tornare più forte, riuscendo a portarsi a un passo da Alcaraz in classifica nonostante la WADA lo abbia ingiustamente obbligato a tre mesi di stop (in seguito ai quali è rientrato alla grande nonostante il forte dispiacere) e trionfando in maniera dominante ai Championships dopo quella batosta al French Open che avrebbe abbattuto chiunque.

Cobolli: 8

Passiamo ora a Cobolli, la sorpresa azzurra di questo 2025. Flavio ha mostrato ulteriori progressi dopo l’ottimo 2024 conquistando i suoi primi titoli ATP (tra cui uno di categoria 500), trascinando l’Italia priva di Sinner e Musetti al terzo successo consecutivo in Coppa Davis ed entrando per la prima volta tra i primi venti giocatori al mondo. L’unica pecca della stagione sono gli scontri diretti con i top player, nei confronti dei quali deve provare a colmare il gap per proseguire la sua crescita.

Musetti: 8,5

Chi invece si è consolidato tra i top player è stato Musetti, che nel 2025 ha raggiunto tutti gli obiettivi che si era posto: entrare in top-10 (spingendosi sino al n°6 ATP) e qualificarsi alle Nitto ATP Finals. Risultati figli di una crescita notevole nel confronto con gli altri top e di una maggiore continuità di rendimento, grazie alla quale ha potuto sopperire al periodo negativo vissuto verso metà stagione e dovuto a un infortunio. L’unica nota storta rimane la stessa del 2024, ovvero l’assenza di titoli. Per lui nel 2025 sono arrivate tre finali, tra cui la prima “1000” persa contro Alcaraz, senza però alcun titolo, che ormai manca a Lorenzo dal 2022.

Berrettini: 6,5

Chi invece è un po’ mancato, ma certamente non per colpa sua, nel 2025 è stato invece Berrettini. Matteo si è confermato giocatore di primissimo livello così come uno dei più sfortunati, con l’ennesimo infortunio che lo ha obbligato a saltare circa metà stagione. Il tutto dopo un’inizio di anno altalenante ma che l’ha visto battere per la prima volta in carriera Novak Djokovic. The Hammer ha però confermato ancora una volta un’incredibile capacità di reagire e rialzarsi, soprattutto con indosso la maglia azzurra dell’Italia, che ha trascinato insieme all’amico Cobolli al successo finale in Coppa Davis vincendo tutti i propri incontri.

Paolini: 8

Come su Sinner anche su Paolini le aspettative erano molto alte dopo l’incredibile 2024 da lei vissuto. Il titolo in singolare agli Internazionali d’Italia (tornato grazie a lei in patria a distanza di 40 anni dal trionfo di Raffaella Reggi) e quello slam in doppio al Roland Garros con Sara Errani sono stati i punti più alti di una stagione che ha visto Jasmine confermarsi tra le grandi chiudendo la stagione al n°8 WTA, ma fallire soprattutto nei tornei dello slam, dove dopo le due finali dell’anno precedente ha raggiunto al massimo il quarto turno al French Open.

Arnaldi (5), Bronzetti (5) e Nardi (4,5) le delusioni

Nell’incredibile 2025 del tennis azzurro non sono però mancate anche alcune delusioni. Come Matteo Arnaldi, che dopo l’ottimo 2023 sembra aver interrotto il proprio percorso di crescita, regredendo anzi al n°61 dopo che nel 2024 era entrato in top-30, e Luca Nardi, giocatore dal talento cristallino capace di battere di Djokovic ma non ancora da compiere quel salto di livello per consolidarsi in top-50. Nel circuito femminile invece la delusione principale è rappresentata da Lucia Bronzetti, protagonista di un 2025 che a parte la finale raggiunta al WTA 250 di Cluj non le ha regalato soddisfazioni e l’ha vista scivolare addirittura fuori dalla top-100.

Fognini: 10 alla carriera e alla sua chiusura

Infine una menzione speciale per Fabio Fognini, che – dopo una carriera che l’ha portarsi da solo sulle spalle l’intero movimento maschile del tennis azzurro per anni prima della nuova ondata di fenomeni iniziata con Matteo Berrettini -, ha deciso di appendere la racchetta al chiodo e di farlo come suo solito in grande stile, spaventando Alcaraz al primo turno di Wimbledon e obbligandolo al quinto set con colpi da cineteca e strappando gli applausi del suo rivale e di tutto il Centre Court. Fabio mancherà tanto e non solo a noi, ma a tutto il tennis.

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