I cambiamenti climatici non si limitano a intensificare le piogge in generale, ma agiscono in modo più marcato sulle precipitazioni estreme, in particolare quelle associate ai fronti meteorologici. Una nuova ricerca condotta da Kjersti Konstali, climatologa del Centro Bjerknes e dell’Istituto Geofisico dell’Università di Bergen, svela perché le piogge più intense aumentano in modo sproporzionato rispetto alle altre. “Abbiamo dovuto fermare la macchina perché non si vedeva più la strada“, racconta la ricercatrice, ricordando un temporale estivo che ha colpito la Norvegia meridionale. “Diluviava, c’era grandine e fulmini ogni tre secondi”. Questa esperienza personale si allinea perfettamente con le conclusioni del suo studio, che dimostra come i fenomeni più violenti siano i più sensibili al riscaldamento globale.
È noto che l’aumento della temperatura dell’aria fa aumentare le precipitazioni. Tuttavia, il nuovo studio analizza le differenze tra vari tipi di pioggia estrema. I ricercatori hanno esaminato simulazioni di modelli climatici, concentrandosi su fenomeni come cicloni extratropicali, fronti meteorologici e fiumi atmosferici. “Le precipitazioni estreme legate ai fronti aumentano in modo significativo”, afferma Konstali, sottolineando la chiarezza dei risultati. Al contrario, le piogge intense non associate a fronti non mostrano lo stesso incremento, e in alcune aree del mondo potrebbero persino diminuire.
Il ruolo dei fronti
Per ogni grado Celsius di aumento della temperatura, l’aria satura può trattenere circa il 7% in più di vapore acqueo. In teoria, ciò potrebbe portare a un aumento del 7% delle precipitazioni. Ma perché questo non accade per tutti i tipi di pioggia? Perché la pioggia si formi, il vapore acqueo non deve solo essere presente, ma deve anche condensare. Questo processo richiede che l’aria si sollevi e si raffreddi, cosa che avviene in sistemi meteorologici come cicloni e fronti.
“I fronti sono l’unico tipo di sistema meteorologico in grado di sfruttare pienamente l’umidità extra“, spiega Konstali. Negli altri fenomeni, l’aria non riesce a convertire tutto il vapore in acqua.
I fronti sono zone di confine tra masse d’aria calda e fredda. Quando l’aria calda sale, si formano nuvole e pioggia. La condensazione del vapore in acqua rilascia calore, intensificando il gradiente di temperatura che definisce il fronte. Questo a sua volta rafforza il sistema, portando a piogge ancora più intense. Si tratta di un circolo virtuoso che amplifica l’effetto del riscaldamento globale. “Questo meccanismo rende i fronti più forti man mano che piove, e fronti più forti portano a ancora più pioggia“, dice la ricercatrice.
Poiché le piogge frontali sono già tra le più intense nelle regioni extratropicali, il loro ulteriore aumento conferma che sono le precipitazioni più estreme a essere le più colpite dai cambiamenti climatici.
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