Il 23 settembre 1846 l’astronomo tedesco Johann Gottfried Galle, osservando dal telescopio dell’Osservatorio di Berlino, individuò per la prima volta il pianeta Nettuno, dando conferma a una delle più straordinarie previsioni scientifiche dell’Ottocento. La scoperta fu il frutto di un lavoro teorico senza precedenti. Già da anni gli studiosi avevano notato anomalie nell’orbita di Urano, che non seguiva esattamente le leggi di Keplero e Newton. Due scienziati, il francese Urbain Jean Joseph Le Verrier e l’inglese John Couch Adams, calcolarono indipendentemente che tali irregolarità potevano essere spiegate dall’influenza gravitazionale di un pianeta sconosciuto, situato oltre Urano.
Fu Le Verrier a inviare le sue previsioni all’Osservatorio di Berlino. La notte del 23 settembre, seguendo con precisione i suoi calcoli, Galle individuò nel cielo il nuovo corpo celeste, a meno di un grado di distanza dal punto previsto.
La scoperta di Nettuno non solo ampliò la famiglia dei pianeti del sistema solare, ma dimostrò in modo spettacolare la potenza della scienza teorica: un pianeta era stato “visto” con la matematica prima ancora che con il telescopio. Un trionfo che aprì nuove prospettive all’astronomia moderna.
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