Chiusura in calo per il prezzo del petrolio a New York, dopo quattro giorni di rialzi, a causa delle persistenti preoccupazioni per l’eccesso di offerta, nonostante la decisione dell’Opec+ di sospendere gli aumenti di produzione all’inizio del prossimo anno. Al Nymex i future sul Wti perdono lo 0,74% a 60,60 dollari al barile. Giù anche il Brent a 64,46 dollari (-0,66%). Il cartello dei produttori ha concordato un modesto aumento della produzione a dicembre, ma interromperà ulteriori aggiunte da gennaio a marzo a causa delle fluttuazioni stagionali della domanda.
La decisione arriva in un contesto di aspettative che il mercato petrolifero potrebbe registrare un surplus nel 2026, con continui aumenti dell’offerta sia da parte dei produttori Opec che non Opec. Tuttavia, alcuni analisti hanno avvertito che permangono rischi di approvvigionamento, citando l’inasprimento delle sanzioni statunitensi contro le major petrolifere russe Rosneft e Lukoil, nonché i continui attacchi alle infrastrutture energetiche del Paese. L’ultimo attacco con drone ucraino ha incendiato una petroliera e disattivato diverse strutture di carico nel porto di Tuapse, sul Mar Nero, sede di una raffineria di Rosneft.
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