Le predizioni esercitano da sempre un fascino magnetico sull’immaginario collettivo: l’ultima profezia sul Coronavirus ha scatenato grande preoccupazione. Spesso ciò che viene prefigurato sono eventi tragici e destabilizzanti, come se il futuro fosse inevitabilmente destinato al caos. Nel corso dei secoli, molte figure – più o meno attendibili – si sono susseguite nel panorama delle previsioni: dalla celebre Baba Vanga ai moderni “profeti” su YouTube, fino alle previsioni satiriche ma sorprendentemente accurate della serie I Simpson. E oggi, persino l’intelligenza artificiale viene utilizzata per “riattivare” la mente di Nostradamus e interrogare il futuro.
Tra questi nomi noti, però, emerge una figura poco conosciuta ma sorprendente: Ryo Tatsuki, autore giapponese di manga, che attraverso i suoi sogni avrebbe fatto previsioni rivelatesi inquietantemente accurate. Una delle più impressionanti? La pandemia da Covid-19. Nel 1999, Tatsuki pubblicò il fumetto The Future as I See It (Il futuro come lo vedo io), in cui scrisse: “intorno al 2020, apparirà un virus sconosciuto, raggiungendo il suo picco ad aprile”. Sebbene sia difficile stabilire con precisione quando il Covid-19 abbia effettivamente raggiunto il suo apice, la previsione sull’arrivo del virus è stata sorprendentemente puntuale. Lo riportò anche Japan Today, sottolineando l’accuratezza del suo sogno premonitore.
Gli altri casi e la nuova inquietante profezia sul Coronavirus
Non è l’unico caso. L’autore avrebbe previsto anche la morte di Freddie Mercury e quella della principessa Diana, eventi che hanno profondamente segnato l’opinione pubblica internazionale. Ma ciò che desta oggi maggiore preoccupazione è la continuazione della profezia pandemica: secondo Tatsuki, “il virus scomparirà, ma riapparirà circa 10 anni dopo”. Un ritorno previsto, dunque, nel 2030. Questa previsione inquietante si aggiunge alle numerose voci – scientifiche e non – che mettono in guardia su possibili futuri eventi pandemici. Recenti scoperte di virus simili nei regni animali confermano che il rischio biologico non è affatto superato.
C’è, però, un dettaglio curioso nelle visioni di Tatsuki: il “ciclo dei 15 anni”. Secondo chi ha studiato i suoi sogni, se una profezia non si realizza nella data indicata, essa potrebbe verificarsi con uno slittamento di 15 anni. Una sorta di “elasticità profetica” che lascia spazio a diverse interpretazioni – e che, inevitabilmente, alimenta sia la fede che lo scetticismo. Se nel 2030 non dovesse arrivare una nuova pandemia, secondo questa logica, ci si dovrà preparare al 2045. Nel frattempo, un altro evento predetto da Tatsuki – un cataclisma ambientale – sarebbe previsto per luglio 2025. Un banco di prova imminente per valutare l’efficacia delle sue visioni.
Preoccupazione o suggestione?
Anche se Tatsuki non è una scienziata né una veggente certificata, la precisione di alcune sue “intuizioni” non può essere completamente ignorata. Forse non possiamo evitare il futuro, ma possiamo almeno prepararci – profezie o no – con maggiore consapevolezza.
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