I mesi di giugno e luglio 2025 hanno segnato un drammatico aumento delle emissioni di gas serra e particolato fine provocate dagli incendi boschivi in Canada e in Europa. A lanciare l’allarme è Copernicus, il servizio europeo di monitoraggio dell’atmosfera, che ha osservato un vero e proprio boom delle emissioni rispetto alla media degli ultimi anni. In Canada, gli incendi hanno devastato vaste aree di foresta boreale, liberando nell’atmosfera milioni di tonnellate di anidride carbonica e altri inquinanti. Secondo gli esperti, la combinazione di temperature insolitamente elevate, siccità prolungata e forti venti ha favorito la rapida propagazione dei roghi, rendendo difficile ogni tentativo di contenimento. Copernicus stima che le emissioni complessive registrate nel solo mese di luglio siano tra le più alte mai rilevate nella regione dal 2003, anno di inizio delle osservazioni satellitari dettagliate.
Anche in Europa la situazione appare preoccupante, soprattutto nelle aree mediterranee. Ondate di calore eccezionali hanno innescato numerosi incendi in Grecia, Italia, Spagna e Portogallo, con pesanti ripercussioni sulla qualità dell’aria. Le concentrazioni di particolato fine (PM2.5) sono aumentate in modo significativo, con rischi concreti per la salute pubblica, in particolare per bambini, anziani e persone affette da patologie respiratorie.
Gli scienziati sottolineano come questi eventi estremi siano coerenti con le previsioni sui cambiamenti climatici: estati più calde e secche aumentano la frequenza e l’intensità degli incendi boschivi, creando un circolo vizioso in cui le emissioni degli incendi stessi contribuiscono a ulteriori riscaldamenti.
Il report di Copernicus invita quindi a rafforzare le strategie di prevenzione e adattamento, consapevoli che il clima che cambia renderà episodi come quelli osservati quest’estate sempre più probabili.
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