La grande isola indonesiana di Sumatra continua a fare i conti con le devastanti alluvioni che l’hanno colpita quasi una settimana fa. Secondo le autorità locali, il bilancio provvisorio delle vittime è di 303 persone, ma il numero potrebbe crescere con il recupero di altri corpi. Migliaia di residenti sono stati costretti ad abbandonare le proprie abitazioni e si trovano ora in condizioni precarie, alla ricerca di cibo e acqua potabile. Le piogge torrenziali hanno scatenato frane, danneggiato strade e interrotto le comunicazioni in diverse zone dell’isola, complicando le operazioni di soccorso. Il maltempo persistente, unito alla carenza di mezzi pesanti, ha rallentato l’arrivo degli aiuti nelle aree più colpite, come la città di Sibolga e il distretto di Central Tapanuli.
L’Indonesia, con oltre 280 milioni di abitanti, è particolarmente vulnerabile a eventi naturali estremi a causa della sua posizione sulla cosiddetta “Cintura di Fuoco del Pacifico” un’area caratterizzata da vulcani attivi e faglie sismiche. Oltre a terremoti e eruzioni, le piogge stagionali causano frequentemente alluvioni e frane, come dimostra la tragica emergenza in corso a Sumatra.
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