Uno studio internazionale, pubblicato su Nature Astronomy, getta nuova luce sul mistero dei meteoriti ricchi di carbonio, tanto abbondanti nello Spazio quanto rari sulla Terra. Gli scienziati della Curtin University, dell’International Centre for Radio Astronomy e dell’Osservatorio di Parigi hanno analizzato oltre 8.500 campioni grazie a una rete di osservazione globale, rivelando che l’atmosfera terrestre e il Sole agiscono come formidabili filtri naturali.
Il team, guidato da Hadrien Devillepoix, ha scoperto che molti meteoriti carbonacei si disintegrano già durante i loro passaggi ravvicinati con il Sole. Anche quelli che sopravvivono al calore solare hanno poi scarse possibilità di superare indenni l’ingresso nell’atmosfera terrestre. Questa fragilità spiega perché, nonostante la loro ricchezza di acqua e molecole organiche – elementi essenziali per l’origine della vita – rappresentino meno del 5% dei meteoriti recuperati sul nostro pianeta.
Secondo Patrick Shober, coautore dello studio, questa scoperta impone una revisione delle teorie sull’arrivo degli elementi costitutivi della vita sulla Terra e potrà influenzare anche le future missioni spaziali e la valutazione dei rischi di impatto.
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