Le piogge monsoniche degli ultimi giorni hanno provocato inondazioni e frane catastrofiche in Indonesia, Sri Lanka, Thailandia e Malesia, con un bilancio che ha superato le 1.300 vittime e quasi 1.000 dispersi. Le autorità hanno riportato negli ultimi aggiornamenti almeno 1.347 morti, di cui 753 in Indonesia, 410 in Sri Lanka, 181 in Thailandia e 3 in Malesia. Le piogge torrenziali hanno sommerso intere aree, lasciando migliaia di persone bloccate su tetti e alberi in attesa dei soccorsi.
Indonesia: case spazzate via e centinaia di dispersi
L’Indonesia è il Paese più colpito. Nelle regioni di Sumatra i soccorritori faticano a raggiungere molte comunità isolate: strade distrutte, ponti crollati, foreste trascinate via da colate di fango e tronchi. Secondo l’Agenzia nazionale per la gestione dei disastri, almeno 650 persone risultano ancora disperse.
La zona di Batang Toru, un tempo ricca e incontaminata, è oggi una distesa di tronchi spezzati e case rase al suolo. Le autorità puntano il dito contro taglio illegale e sviluppo incontrollato, che avrebbero aggravato l’impatto delle frane.
Sri Lanka: il ciclone Ditwah lascia centinaia di dispersi
In Sri Lanka, colpito duramente dal ciclone Ditwah, il Governo conferma 410 vittime e 336 dispersi, ma il presidente Anura Kumara Dissanayake avverte che il numero reale dei morti potrebbe essere molto più alto. Interi centri abitati restano isolati: strade interrotte, ponti crollati, acqua potabile inesistente. A Kandy, i residenti sopravvivono grazie a bottiglie riempite grazie a sorgenti naturali.
Thailandia: 3,9 milioni di persone colpite, primi aiuti
Nel Sud della Thailandia, dove l’alluvione ha colpito 1,5 milioni di famiglie, sono iniziate le operazioni di pulizia e la ricostruzione delle infrastrutture. Il Governo prevede la distribuzione di 239 milioni di baht in indennizzi a 26mila cittadini.
Malesia: migliaia in rifugi d’emergenza
Nel Nord della Malesia, almeno 3 persone sono morte e 6mila residenti sono stati costretti a cercare riparo nei centri di evacuazione a causa delle esondazioni che hanno sommerso intere aree dello Stato di Perlis.
Tensioni diplomatiche tra Pakistan e India sul transito degli aiuti
La tragedia ha creato anche un incidente diplomatico. Il Pakistan accusa l’India di aver bloccato per oltre 60 ore un aereo militare carico di aiuti diretti in Sri Lanka, negando l’uso dello spazio aereo oppure concedendo autorizzazioni impraticabili. New Delhi respinge le accuse come infondate, sostenendo di aver approvato la richiesta entro 4 ore.
Il cordoglio dell’ONU e l’impegno internazionale
Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha espresso il proprio cordoglio a tutte le famiglie colpite e ha assicurato che l’ONU è in costante contatto con i governi dei Paesi interessati, pronta a sostenere gli sforzi umanitari.
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