Newtok, un remoto villaggio abitato dal popolo Yup’ik sulle coste occidentali dell’Alaska, sta vivendo un’esperienza che potrebbe presto diventare comune in molte parti del mondo: l’abbandono forzato della propria terra a causa degli effetti del cambiamento climatico. È il primo insediamento negli Stati Uniti a dover essere completamente ricollocato per via dell’erosione accelerata, dell’innalzamento del livello del mare e dello scioglimento del permafrost. Newtok sorge su un terreno di torba ghiacciata, ora sempre più instabile. Il permafrost che per secoli ha mantenuto solida la base del villaggio si sta sciogliendo rapidamente, trasformando il suolo in una fanghiglia inaffidabile. Le acque del fiume Ninglick, che costeggia il villaggio, stanno erodendo la riva a un ritmo vertiginoso: si stimano oltre 21 metri all’anno.
Il risultato è che case, infrastrutture e persino le tombe dei defunti stanno cedendo al fango o stanno scomparendo nelle acque. Le condizioni igienico-sanitarie sono deteriorate al punto che molte abitazioni non dispongono più di servizi igienici funzionanti. I bambini giocano su passerelle di legno sospese sul terreno molle e instabile. E’ quanto riferito in un articolo del ‘The Washington Post’.
La nuova speranza: Mertarvik
La soluzione scelta dalla comunità è lo spostamento a circa 14 chilometri di distanza, su un’altura rocciosa chiamata Mertarvik, che in lingua yup’ik significa “posto dove fare una svolta”. La nuova località non solo è più stabile dal punto di vista geologico, ma offre anche un’opportunità per ricostruire le infrastrutture in modo più sostenibile. Il trasferimento, tuttavia, non è semplice. È in corso dal 2019, ma procede a rilento. Solo 170 dei circa 370 residenti originari di Newtok si sono trasferiti. Mancano fondi per completare le nuove abitazioni e le infrastrutture necessarie. Le difficoltà logistiche sono immense: ogni materiale da costruzione deve essere trasportato via aereo o chiatta durante una breve finestra estiva.
Un caso emblematico per il clima globale
La storia di Newtok non è solo una tragedia locale. È un potente simbolo del modo in cui il cambiamento climatico colpisce in modo diretto e immediato le comunità più vulnerabili. Secondo le autorità federali, almeno tre altri villaggi in Alaska — Shishmaref, Kivalina e Shaktoolik — si trovano in una situazione simile, e altri decine potrebbero trovarsi presto nella stessa condizione.
I residenti di Newtok, pur restando negli Stati Uniti, si trovano in una situazione simile a quella dei rifugiati, ma senza lo status giuridico o le tutele che normalmente si associano a quel termine. Loro non stanno scappando da un conflitto, ma da un ambiente naturale che non può più sostenerli. Newtok è il primo, ma non sarà l’ultimo.
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