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Noi ragazzi di piazza Giovanni

Editore: NOR
Genere: Narrativa

«Da quel momento la mia attenzione, dall´alto, fu rivolta solo alle partite dei ragazzini giocate dietro il deposito di legname poi andato in cenere, e cioè nello spiazzo antistante il mandorleto di fronte a via Mainas. Lì era stato fatto un campetto dagli stessi ragazzini, mettendo semplicemente delle grosse pietre, i “perdigoni”, per delimitare le porte, e senza nessuna tracciatura. Chi giocava decideva a occhio se il pallone fosse uscito o meno fuori dal campo aiutati, solo da un lato, da una serie di cipressi disposti in un´unica fila. Tutti i diversi campetti del quartiere erano così, senza tracciatura, e il loro limite si decideva a occhio, ma non si bisticciava mai. L´unico che si distingueva era quello di “Meletta” fatto dove prima c´era una vigna, e lo si capiva perché il terreno non era spianato, ma bensì con profonde onde che seguivano la direzione dei vecchi filari.»

Una delle zone di maggiore espansione della città di Cagliari degli anni 50 e 60 fu senza dubbio quella parte di ancora aperta campagna che iniziava subito dopo piazza San Benedetto. Qui, in pochi anni, vennero costruiti contemporaneamente decine e decine di palazzi, a cui seguirono le opere di urbanizzazione. Negli stessi anni vennero costruite in rapida successione anche chiese, scuole e piazze per venire incontro alle esigenze delle numerose giovani famiglie e dei loro figli, quasi tutti ancora bambini, che si ritrovarono catapultati, più o meno tutti insieme, in questa nuova zona di Cagliari.

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