Il 2024 verrà ricordato come l’anno più caldo mai registrato in Nord Africa e nel Vicino Oriente. Secondo un nuovo rapporto dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM), l’aumento delle temperature in queste aree procede a una velocità doppia rispetto alla media globale. Le società “sono state messe in ginocchio“, ha dichiarato il segretario generale Celeste Saulo, sottolineando come il clima estremo stia superando la soglia di resilienza di comunità ed ecosistemi. La temperatura media regionale dello scorso anno è stata di circa 1,08°C superiore al riferimento 1991-2020. Le ondate di calore, sempre più lunghe e intense dal 1981, hanno spinto diversi Paesi oltre i 50°C, un livello incompatibile con la salute umana e con la stabilità economica. Al caldo estremo si è sommato l’inasprimento della siccità: in Nord Africa occidentale, sei stagioni consecutive di scarse piogge hanno colpito duramente Marocco, Algeria e Tunisia.
Mentre l’acqua mancava da una parte, altrove è caduta tutta insieme. Piogge violente e alluvioni lampo hanno devastato aree tradizionalmente aride come Arabia Saudita, Bahrain ed Emirati Arabi Uniti. Nel complesso, ondate di caldo e alluvioni hanno interessato quasi 3,8 milioni di persone, causando oltre 300 vittime. Con proiezioni che indicano un possibile aumento fino a +5°C entro fine secolo, gli esperti avvertono: senza interventi urgenti, gli spostamenti di popolazione diventeranno inevitabili.
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