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Pagelle Olimpiadi, giorno 10: Tabanelli il bronzo delle ragazze, la coscienza di Macii, la fuga nel bosco

La luce che sprigiona Flora Tabanelli consente di mettere a fuoco l’Olimpiade delle donne, delle atlete. Figure determinate, contemporanee, consapevoli e responsabili del gender gap sussistente e del proprio ruolo ispirazionale. La diciottenne con il suo bronzo si infila tra il secondo oro di Federica Brignone, anni 36, e la prossima medaglia da aggiungere alle cifre già consolidate. Le ragazze si prendono ogni singolo spazio lasciato libero. Ed è un segno che si può iniziare da qui, Milano Cortina.

Il riscatto di Macii, la medaglia di Vinatzer

Alex Vinatzer, non è questione di voto: emblematica la sua resa nello slalom, lo sfogo senza filtri a posteriori. ma vincere alle Olimpiadi non è sempre questione di performance, di risultato e di cronometro, Il tempo aiuta il tempo e può accade, pur con le migliori intenzioni, che non si riesca. Non è un fallimento. Semplicemente, non sei ancora pronto. Ritenta, Alex. Per noi.

Niccolò Macii 10: scindere una coppia, valutarne l’essenza nel pattinaggio di figura è opera ardua ma Macii ci ha guidato ammettendo come abbiano dominato sentimenti ingiusti nelle sue parole di ieri, dopo il programma e il cedimento di Sara Conti. Le sue lacrime meritano rispetto, la sua ammissione di responsabilità aggiustano quello che aveva rotto maldestramente. Meglio oggi di ieri. Riabilitato.

Fenomeno a 18 anni

Flora Tabanelli 10: fenomena (al femminile) dello freeski big air a 18 anni, con un legamento rotto e l’invenzione dell’ultimo salto sotto la neve di Livigno. Non ha paura. Non ha incertezze. Merita il bronzo e di prendersi il futuro degli sport invernali. Decisamente femminile singolare.

Curling donne 8: la fenomenologia di Stefania Constantini giova al curling, al team e all’Italia che blocca quel ricordo quasi del tutto accantonato dell’epopea azzurra in uno sport scoperto all’epoca di Torino 2006. Riconosci Stefi, comprendi il valore dell’intera squadra.

Miura/Kihara 10: l’umanità dimostrata ieri conferisce alla coppia più meritevole dell’oro olimpico di questa edizione nel pattinaggio. Interpretazione, sincronia, sofferenza vissuta e non ancora del tutto elaborata. L’avversità non risparmia neanche la perfezione della quale sono capaci, il tormento la mettono in minuti di massima eccellenza costringendo all’applauso più lungo e vibrante del pubblico di Assago.

Il curling e la fuga nel bosco

Curling uomini 4: illudersi, segnati dalla separazione quasi annunciata nel doppio misto, di comprendere il senso di porsi al centro della questione rimane questione sospesa. L’Olimpiade è delle donne. Sono i risultati a sottolinearlo.

La fuga nel bosco di McGrath 3: la fuga dopo la caduta nella seconda manche dello slalom (quando sei stato in testa nella 1°) deve aver slatentizzato un immaginario complicato da decifrare. McGrath scappa lanciando bastoncini e sci, verso i boschi di Bormio. Sarà arrivato alle terme?

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