a
a
Weather:
No weather information available
HomeToscana LifeMeteo RegionePechino tassa i preservativi: cambio di rotta per affrontare la crisi demografica

Pechino tassa i preservativi: cambio di rotta per affrontare la crisi demografica

Pechino tassa i preservativi: cambio di rotta per affrontare la crisi demografica
Preservativi

Per la prima volta in oltre trent’anni, in Cina i preservativi non godranno più dell’esenzione dall’IVA. Una decisione che segna un netto cambio di rotta nelle politiche demografiche del Paese, storicamente improntate al controllo delle nascite, e che ora mirano invece a incentivarle. La nuova legge fiscale, approvata a fine dicembre 2024, rivede l’elenco dei beni e servizi esenti, mantenendo agevolazioni per settori come agricoltura, cure mediche e attività culturali. I prodotti contraccettivi, però, spariscono dalla lista. Dal 1° gennaio 2026, quando la norma entrerà in vigore, saranno soggetti a un’imposta del 13%. Un anno intero è stato previsto come periodo di transizione per permettere ad aziende e amministrazioni locali di adeguare i sistemi contabili.

La scelta si inserisce in un contesto demografico sempre più critico. La Cina registra da decenni un calo costante delle nascite, aggravato dall’ex politica del figlio unico, durata dal 1979 al 2015, che ridusse drasticamente la crescita demografica attraverso multe, restrizioni amministrative e una forte promozione della contraccezione. Nel 2024, il tasso di natalità si è attestato a 6,77 nati ogni 1.000 abitanti, mentre il tasso di fertilità del 2023 – pari a 1 figlio per donna – è lontanissimo dal livello di sostituzione di 2,1 necessario per mantenere stabile la popolazione.

Il provvedimento

Per controbilanciare il calo delle nascite, il governo non si limita a rendere più costosa la contraccezione: la stessa legge elimina l’IVA per asili, servizi per la cura degli anziani e attività legate ai matrimoni, nel tentativo di rendere più conveniente formare una famiglia. Tuttavia, non mancano le critiche. Alcuni esperti temono che la fine dell’esenzione fiscale sui preservativi possa aumentare la diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili. Altri osservano che la mossa rischia di avere un impatto limitato, soprattutto considerando gli elevati costi di crescita dei figli in Cina: secondo il rapporto 2024 dell’Istituto di ricerca demografica YuWa, mantenere un bambino fino ai 18 anni costa in media 538.000 yuan (circa 65.500 euro), rendendo il Paese uno dei più onerosi al mondo per le famiglie.

Con una popolazione che invecchia rapidamente e un futuro economico più incerto, la Cina tenta ora un difficile riequilibrio tra il passato di severo controllo delle nascite e la necessità urgente di rilanciare la natalità.

L’articolo Pechino tassa i preservativi: cambio di rotta per affrontare la crisi demografica sembra essere il primo su MeteoWeb.

No comments

Sorry, the comment form is closed at this time.

Translate »