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HomeSportPogacar impenna in salita e prenota la Strade Bianche, il manager boccia l’ultimo piano antidoping: “Stupido”

Pogacar impenna in salita e prenota la Strade Bianche, il manager boccia l’ultimo piano antidoping: “Stupido”

È talmente forte che gli hanno dedicato la salita più iconica della Strade Bianche, corsa che ha già vinto tre volte e che per tutti – sì, praticamente non ci sono altri favoriti – vincerà anche quest’anno. Tadej Pogacar, oltre che il nome del ciclista più forte di questi anni, è anche la “nuova denominazione” del Colle Pinzuto, l’iconica salita che spesso ha deciso la più giovane tra le classiche, quella che si corre tra le dolci (ma per i ciclisti mica tanto) colline senesi. Un cippo e una cerimonia hanno ufficializzato il nuovo, più recente tributo allo sloveno, di fatto il “vincitore in pectore” della corsa in programma sabato 7 marzo.

Pogacar, prova di forza in allenamento sul Colle Pinzuto

Il suo strapotere è assoluto, testimoniato dai numeri, dai dati e dalle immagini. Quelle diffuse da Het Lattste Nieuws, il principale quotidiano del Belgio, dove il ciclismo è ancora religione (a differenza dell’Italia), hanno del clamoroso. Perché proprio sul Colle Pinzuto, pardon sul Colle Tadej Pogacar, il campione del mondo in carica ha offerto l’ennesima dimostrazione di potenza. “Ce la fai ad andare su una ruota?”, gli ha chiesto un giornalista. “Non ce la faccio”, ha risposto Pogacar. Che poi però c’ha provato e…c’è riuscito. Ha impennato in piena salita, in un tratto con pendenza media del 7-8%, e ha proseguito per almeno una quindicina di secondi. Allucinante.

Doping, il nuovo piano dell’ITA per monitorare i corridori

Una prova di forza incredibile alla vigilia del primo vero test ufficiale della stagione. E a proposito di test, stanno facendo discutere le dichiarazioni del manager dello sloveno, Alex Carera, che in un’intervista a Road.cc si è espresso in termini caustici sul nuovo progetto dell’ITA, l’Agenzia Internazionale per i test antidoping, che prevede il monitoraggio costante dei dati relativi alla potenza e alle sedute d’allenamento quotidiane dei corridori. Un modo per tenerli tutti costantemente sotto controllo e per valutare in modo oggettivo e continuo i loro parametri “per fungere da ulteriore fonte di informazioni per guidare test mirati e analisi di laboratorio avanzate, dare priorità alle indagini o perfezionare la conservazione a lungo termine dei campioni”.

Carera, manager di Pogacar: “Non c’è un problema di doping”

“Non abbiamo un problema di doping in questo periodo storico nel ciclismo che ha riacquistato credibilità“, ha tagliato corto Carera nel corso del suo intervento. “Questo piano dell’ITA rientra tra le cose stupide. Non abbiamo bisogno di trovare altre stupidaggini che creino solo problemi. Non abbiamo, ripeto, più il problema del doping, dunque non trovo per nulla sensato crearne uno nuovo“. Dichiarazioni forti, che hanno già provocato sconcerto tra gli appassionati e indispettito gli stessi funzionari dell’agenzia antidoping. Da tempo, sulla scorta delle grandi imprese di Pogacar, si rincorrono voci, indiscrezioni e sospetti. Ma nulla, sul suo conto, è mai emerso.

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