Non è un’ossessione, ma alla Sanremo Tadej Pogacar pensa ogni istante del suo inverno. E non può essere altrimenti, sbirciando con l’occhio sui social dove da ieri si moltiplicano i video che lo immortalano in ricognizione sulle rampe del Poggio, la salita che precede la picchiata sul traguardo di via Roma. È il modo col quale lo sloveno ha voluto far sapere al mondo intero che lui a quella prima classica monumento della stagione vuole ambire per davvero, per entrare una volta di più nella leggenda. Anche perché dopo due terzi posti consecutivi (preceduti da un quinto e un quarto) la voglia di affondare il colpo è davvero troppo forte.
- Pogacar sul Poggio prova la gamba per il prossimo 21 marzo
- Van Aert, in Belgio c’è preoccupazione sui tempi di recupero
Pogacar sul Poggio prova la gamba per il prossimo 21 marzo
Pogacar in ricognizione sul Poggio di per sé non è una notizia: abita a Monte Carlo, non troppo distante da Sanremo, e raggiungere la salitella finale della classica di primavera è cosa abbastanza agevole (circa una trentina di chilometri e passa la paura). Di nero vestito, Tadej non è però sfuggito all’occhio attento di tanti cicloamatori, che approfittando del tiepido sole che ha baciato la prima domenica dell’anno sulla costa ligure hanno pensato bene a loro volta di concedersi un’ascesa del tratto dove spesso e volentieri s’è decisa la corsa che apre il programma delle monumento.
Qualcuno ha provato anche a stargli a ruota, riuscendo peraltro nell’impresa: Pogacar ha semplicemente voluto studiare meglio il percorso, senza dar adito a troppi riferimenti cronometrici. Ma ha voluto far capire a tutti, semmai ce ne fosse bisogno, che lui tra poco più di due mesi alla Sanremo tornerà per vincere: tutti i velocisti (Philipsen e Milan in testa) e tutti i rivali più accreditati (van der Poel e Ganna) faranno bene a prendere appunti, perché il campione del mondo anche quest’anno non vuol lasciare indietro il benché minimo dettaglio.
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Van Aert, in Belgio c’è preoccupazione sui tempi di recupero
Chi una Sanremo l’ha già vinta (quella del 2020, disputata in piena estate dopo la pandemia) è Wout Van Aert, che pure quest’anno sulle strade liguri non dovrebbe essere della partita. Tutta colpa della frattura al malleolo destro rimediata nella prima gara dell’anno a Mol, corsa sotto una fitta nevicata e su un terreno già imbiancato, e per questo ancora più scivoloso.
L’operazione alla quale si è sottoposto sabato scorso il fiammingo ha dato esito positivo, ma in Belgio c’è un po’ di confusione riguardo ai tempi e alle modalità di recupero. Si dibatte soprattutto sulla durata della fase di immobilizzazione dell’arto, che per qualcuno potrebbe durare tre settimane (con graduale ritorno all’attività sui rulli e addirittura un ritiro in altura in Spagna a febbraio), mentre per altri potrebbe arrivare a sfiorare le 8 settimane.
Così fosse, pensare di vedere Van Aert nelle classiche del Nord è quanto mai azzardato: il Giro delle Fiandre è in programma a Pasqua (domenica 5 aprile), la Roubaix la settimana dopo, la Liegi il 26 aprile. Sarà una corsa contro il tempo, legata peraltro anche alle condizioni di forma con le quali eventualmente Wout si presenterà al via delle corse più amate dal popolo del Nord.
