Un futuro senza parabrezza ghiacciati né piste d’aeroporto coperte di brina potrebbe essere più vicino grazie allo sbrinamento elettrostatico, un metodo innovativo che scioglie il ghiaccio senza calore né sostanze chimiche. A proporlo è un team di scienziati del Virginia Tech, guidato da Jonathan Boreyko e Venkata Yashasvi Lolla, in uno studio pubblicato sulla rivista Small Methods. Durante l’inverno, il ghiaccio può danneggiare veicoli, aerei e infrastrutture, e le tecniche attuali di sbrinamento – basate su riscaldatori o agenti chimici – sono costose e poco sostenibili. Il nuovo approccio sfrutta invece le proprietà elettriche del ghiaccio stesso: applicando una tensione a una piastra metallica, gli ioni presenti nella brina si separano, rendendo la lastra di ghiaccio polarizzata e più facile da staccare.
Nei test di laboratorio, una piastra di rame è riuscita a rimuovere il 15% del ghiaccio anche senza tensione; con 120 volt, la percentuale è salita al 40%, e a 550 volt al 50%. Curiosamente, potenze superiori non migliorano l’efficacia, forse per la formazione di uno strato isolante.
Secondo Boreyko, l’obiettivo è arrivare a rimuovere il 100% del ghiaccio con un sistema economico, ecologico e a basso consumo energetico, una possibile rivoluzione per il trasporto e l’energia nei climi freddi.
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