Il 23 gennaio 2025 si è spenta Nita, l’orsa proveniente dalla Lituania che dal 2020 era ospitata presso il Centro Visite del Parco a Pescasseroli. Con la sua scomparsa, Brumo rimane l’unico orso rimasto nel Centro, dopo la morte di Greta nel 2022. La notizia è stata resa nota solo dopo il completamento degli accertamenti condotti dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise, che ha fornito un quadro chiaro sulle cause della sua morte. Le analisi hanno evidenziato un deterioramento sistemico della salute dell’animale, probabilmente dovuto anche all’età avanzata, con una condizione clinica compromessa da pleurite siero-fibrinosa, ipertrofia ventricolare sinistra, epatite e una conseguente grave insufficienza epatica. Nei giorni precedenti alla sua morte, i sintomi manifestati erano chiari segnali del suo stato di salute critico: un comportamento apatico e una ridotta mobilità che, alla luce degli esami effettuati, risultano ora più comprensibili.
La storia di Nita, insieme a quella di Greta e Brumo, è segnata da sofferenza e cattività . Originari dell’Europa dell’Est, questi tre orsi bruni europei hanno vissuto gran parte della loro vita in condizioni difficili, molto probabilmente impiegati per spettacoli circensi e costretti a trascorrere le giornate in gabbie anguste, prive di qualsiasi spazio per muoversi. Le informazioni disponibili sul loro passato sono frammentarie, nonostante le indagini portate avanti dagli Ispettori del Ministero Lituano, ma ciò che è certo è che la loro esistenza è stata a lungo condizionata da privazioni e sfruttamento.
Nel 2020, grazie all’intervento dell’Associazione Salviamo gli Orsi della Luna, in collaborazione con il Parco e la Fondazione Capellino, gli animali sono stati trasferiti in un’area faunistica più adeguata, dove hanno potuto trascorrere gli ultimi anni in condizioni decisamente migliori rispetto al loro passato. L’ambiente del Centro Visite offriva loro spazi recintati con alberi, una vasca d’acqua e angoli in cui potersi ritirare lontano dagli sguardi dei visitatori. Sebbene si trattasse comunque di un’area limitata rispetto alle necessità di un orso in natura, era comunque un luogo più dignitoso rispetto alle gabbie di cemento in cui erano stati costretti per anni. Fin dal suo arrivo, Nita aveva trovato il proprio posto, arrivando persino a scavarsi una tana in un angolo remoto del recinto, successivamente adattata dal personale del Centro per garantire condizioni di sicurezza adeguate. Come gli altri due orsi, era stata sterilizzata secondo le disposizioni del Ministero dell’Ambiente.
Pur non appartenendo alla specie dell’orso bruno marsicano, Nita ha rappresentato una presenza significativa per il Parco e per i tanti visitatori che nel corso degli anni hanno avuto la possibilità di osservarla. La sua quotidianità , condivisa con gli altri orsi ospitati, ha offerto uno spaccato unico sul comportamento di questi animali, permettendo a chi li ha conosciuti di apprezzarne le affascinanti similitudini con il mondo umano. La sua storia, come quella di Greta e Brumo, resta un esempio concreto di quanto sia importante continuare a impegnarsi per garantire a questi animali condizioni di vita più rispettose della loro natura, anche quando la libertà assoluta non è più un’opzione possibile.
L’articolo Si è spenta Nita, l’orsa salvata dal circo e accolta nel Parco Nazionale d’Abruzzo sembra essere il primo su MeteoWeb.
