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Van der Poel rincuora Van Aert dopo la frattura alla caviglia destra e l’operazione. Tornerà per le classiche del Nord?

Il messaggio più bello gliel’ha mandato il “nemico” in sella, quello che peraltro l’ha visto cadere a terra più vicino rispetto a qualunque altro essere vivente sulla terra. “Guarisci presto”, ha scritto Mathieu van der Poel, riferendosi naturalmente a Wout Van Aert che in quelle stesse ore stava andando sotto i ferri, costretto a intervenire chirurgicamente sulla caviglia destra dopo la caduta rimediata nel corso della tappa di ciclocross di Mol, disputata sotto una fitta nevicata e su un terreno decisamente ai limiti della praticabilità.

La scivolata, la frattura e una nuova corsa contro il tempo

Van Aert non era riuscito a completare la prova, naturalmente vinta come da pronostico da van der Poel. Che pure su un tracciato reso assai infido dalla neve stava faticando più de dovuto a staccare il rivale di tante battaglie su strada e sul fango. Van Aert ci stava mettendo il cuore, ma una banale scivolata gli è costata una piccola frattura alla caviglia destra, che di fatto ha messo fine alla sua stagione invernale nel ciclocross, ma che in qualche modo rischia di mettere a repentaglio anche buona parte della sua primavera su strada.

Perché in fondo il vero obiettivo del corridore belga era appunto quello di arrivare bello tirato a lucido quando sarebbero arrivate le classiche del Nord, quelle stesse classiche alle quali già due anni fa dovette rinunciare dopo la caduta alla Dwaars di fine marzo. Un obiettivo che adesso dovrà giocoforza essere riprogrammato, perché le possibilità di vedere Van Aert al massimo della condizione nelle gare più attese da ogni corridore fiammingo che si rispetti non sarebbero tanto elevate.

Van Aert e quel conto inspiegabilmente salato con la sorte

Il medico sportivo belga Tom Teurlingkx, interpellato su quanto accaduto all’icona del ciclismo locale, ha fatto capire che un tentativo potrebbe essere fatto per provare a forzare un po’ i tempi di recupero. “In uno scenario favorevole, Wout potrebbe ricominciare a pedalare nel giro di 3, massimo 4 settimane. La frattura che ha rimediato è abbastanza inconsueta per un corridore: di solito la caviglia è sollecitata in altre discipline come calcio, volley o basket, ma anche nel ciclismo quando si cade in un certo modo si può finire per rimediare un brutto problema, e proprio questo è il caso.

Va da sé che nel ciclismo su strada una caviglia è molto meno stressata rispetto che in una corsa di ciclocross: intanto perché non ci sono tratti da affrontare con la bici in spalla, e poi perché le sollecitazioni del fondo sono minori. La natura ha bisogno dei suoi tempi, ma credo che la primavera di Wout sia salva: dipenderà da come evolverà il quadro clinico nelle prossime settimane, ma credo che possano esserci margini di recupero”.

Quella di Mol è stata la prima gara di ciclocross dopo 239 partenze che ha visto Van Aert ritirarsi: se il 2026 doveva essere l’anno del rilancio, per ora la sorte ha detto che il dazio da pagare per il fiammingo è piuttosto elevato.

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