Un recente studio condotto dall’Osservatorio Astronomico di Shanghai dell’Accademia Cinese delle Scienze ha fatto luce sulla formazione degli oggetti di massa planetaria (PMO), corpi celesti di dimensioni intermedie tra stelle e pianeti che vagano liberamente nello Spazio. La ricerca, pubblicata su Science Advances, suggerisce che questi enigmatici oggetti si formino attraverso interazioni violente tra dischi circumstellari nei giovani ammassi stellari.
I PMO sono stati osservati in grandi quantità in ammassi come quello del Trapezio in Orione, ma la loro origine è rimasta a lungo incerta. Le teorie precedenti ipotizzavano che fossero pianeti espulsi dai loro sistemi o stelle mancate, ma questi modelli non spiegavano il loro moto sincronizzato con le stelle circostanti o l’elevata presenza di sistemi binari.
Le nuove simulazioni idrodinamiche ad alta risoluzione mostrano che quando due dischi circumstellari entrano in collisione a velocità di 2-3 km/s e distanze di 300-400 unità astronomiche, le loro interazioni gravitazionali producono filamenti densi di gas, che collassano in nuclei compatti. Quando questi raggiungono una massa critica, danno origine ai PMO, con dimensioni fino a dieci volte quella di Giove.
I ricercatori hanno scoperto che il 14% dei PMO si forma in coppie o triplette, spiegando l’abbondanza di sistemi binari. Inoltre, la composizione chimica unica dei PMO, con periferie povere di metalli, suggerisce che potrebbero costituire una classe di oggetti completamente distinta. Alcuni conservano anche dischi di gas, potenzialmente capaci di generare lune o piccoli pianeti.
Questa scoperta ridefinisce la nostra comprensione della formazione planetaria e stellare, secondo il prof. Lucio Mayer dell’Università di Zurigo. Ulteriori studi analizzeranno la composizione chimica dei PMO per consolidare questa teoria rivoluzionaria.
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