Nella notte tra l’8 e il 9 maggio 2025 è atteso il passaggio “ravvicinato” alla Terra dell’asteroide (612356) 2002 JX8, classificato come “potenzialmente pericoloso”. Il corpo celeste, con un diametro stimato tra i 230 e i 510 metri, raggiungerà il punto di massimo avvicinamento alla Terra il 9 maggio alle 13:02 ora italiana, transitando a una distanza di circa 4,2 milioni di km, pari a quasi 11 volte quella che ci separa dalla Luna.
L’asteroide, osservabile già nei giorni precedenti il flyby, attraverserà alcune delle costellazioni del cielo boreale – tra cui il Cigno, il Drago, l’Orsa Minore e la Giraffa – e sarà ben visibile nelle ore notturne, trovandosi a meno di 10 gradi dalla Stella Polare proprio l’8 e il 9 maggio.
Nonostante la distanza relativamente contenuta su scala astronomica, non vi è alcun rischio di impatto. Come spiega l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope Project, “viene classificato come potenzialmente pericoloso qualsiasi asteroide avente un diametro superiore a circa 140 metri e in grado di avvicinarsi all’orbita terrestre entro 7.5 milioni di km. Questo non significa, quindi, che il corpo celeste in questione sia necessariamente destinato a colpire la Terra, ma solo che merita un occhio di riguardo”.
La categoria degli oggetti “potenzialmente pericolosi” include infatti oggetti che, pur non costituendo una minaccia concreta, devono essere monitorati attentamente per via delle loro dimensioni e orbite.
Per celebrare e documentare il passaggio dell’asteroide, il Virtual Telescope Project trasmetterà una diretta streaming l’8 maggio alle ore 22:30, durante la quale il pubblico potrà osservare in tempo reale l’oggetto celeste attraverso telescopi robotici installati a Manciano (GR), sotto uno dei cieli meno inquinati d’Italia.
L’asteroide raggiungerà una magnitudine apparente di 16.1, rendendolo accessibile alla fotografia amatoriale con strumenti dotati di un diametro compreso tra 100 e 150 mm, spiega Masi. Tuttavia, per un’osservazione visuale diretta – cioè con l’occhio all’oculare – saranno necessari telescopi di notevole apertura.
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