Mentre i giallorossi di Gian Piero Gasperini rischiano di mancare la qualificazione alla prossima Champions League, la Roma femminile si conferma ancora una volta la migliore squadra d’Italia: la doppietta di Manuela Giugliano, “l’anti-Totti”, alla Ternana vale lo scudetto, il terzo negli ultimi quattro anni.
- C’è una Roma che vince: è scudetto con la femminile
- Vittoria targata Giugliano
- Giugliano, “l’anti-Totti”
- L’amore per Roma
C’è una Roma che vince: è scudetto con la femminile
Nella Capitale c’è una Roma che soffre e che delude – almeno gran parte dei suoi tifosi – e una che vince: è la femminile allenata da Luca Rossettini, ex difensore del Siena e di tante altre squadre di serie A, che oggi ha conquistato lo scudetto con due giornate di anticipo grazie al 2-0 rifilato alla Ternana.
La classifica dice Roma 49, Inter 43, ma le giallorosse hanno il vantaggio negli scontri diretti: per il club della Capitale è il terzo campionato negli ultimi quattro anni dopo quelli del 2023 e del 2024. L’anno scorso era stata la Juventus a interrompere il filotto romanista.
Vittoria targata Giugliano
Quest’anno, invece, la Roma ha tirato dritto verso il titolo: una sola sconfitta per la squadra di Rossettini, il 5-2 risalente al 7 novembre in casa della Fiorentina, poi 15 successi e 4 pareggi. Nette anche le vittorie sull’Inter, principale inseguitrice: 3-0 al Tre Fontane, lo stadio di casa, 1-0 a Milano. Salita in vetta alla terza giornata, la Roma non l’ha più mollata, fino alla vittoria di oggi firmata dalla 28enne Manuela Giugliano, capitana e stella della squadra e della Nazionale: 1-0 su rigore (fatto ripetere dal Var dopo un primo errore), poi raddoppio su un tiro dalla distanza.
Giugliano, “l’anti-Totti”
Nel momento chiave, Giugliano ha trascinato le compagne come un vero capitano. Come Francesco Totti, “il capitano” dell’altra Roma, con il quale condivide il numero di maglia – il 10 – la capacità di andare in gol da posizioni impossibili e l’appeal internazionale: qualche mese fa la Giugliano è diventata la prima italiana a essere inserita tra le candidate al Pallone d’Oro, per poi chiudere il concorso al 27° posto. I paralleli con Totti, però, finiscono qui. Anzi, Giugliano in un certo senso è “l’anti-Totti”: non è romana e non era romanista, è nata invece a Castelfranco Veneto da una famiglia di origini napoletane, che tra l’altro la voleva pallavolista (la madre era appassionata di volley). Lei, però, preferiva giocare con i piedi: ecco l’approccio al calcio, sport per il quale si scopre subito portata.
L’amore per Roma
A differenza di Totti, bandiera giallorossa per eccellenza, la Giugliano gira l’Italia e sconfina in Spagna prima di approdare alla Roma. Dagli inizi nelle giovanili Istrana e poi al Barcon e al Pordenone passa alla Torres, poi al Mozzanica e, a 18 anni, vola all’Atletico Madrid: un’esperienza negativa (“ero troppo giovane”, dirà poi), ma che la formerà nel carattere. Nel 2016 torna in Italia al Verona, poi Brescia (con cui vince la Supercoppa) e Milan prima di sbarcare nella Capitale nel 2019 e iniziare la sua scalata: con gli scudetti ci sono due titoli di calciatrice dell’anno Aic. Probabile che a breve arrivi il terzo, soprattutto se dopo lo scudetto arrivasse anche la Coppa Italia nella finale contro la Juventus. “Mai avrei pensato di stare bene in una città così grande”, disse dopo il secondo scudetto. Da oggi, con il terzo tricolore, ci starà anche meglio.
