Si dice che Napoleone scegliesse i suoi generali non tra i più bravi: tra i più fortunati. Evidentemente Luis Enrique ha scelto bene quando ha deciso di puntare su Matvej Safonov, portiere russo che a inizio stagione sembrava decisamente indietro nelle gerarchie del Paris Saint-Germain. Dopo aver dato il benservito a Gigio Donnarumma, il club rossoblu aveva investito speranze e milioni su Lucas Chevalier. Safonov, in pratica, avrebbe fatto da secondo all’ex gardien del Lille. Invece nel corso della stagione il russo s’è preso i suoi spazi. La finale di Champions ha visto lui in campo dal primo minuto tra i pali dei campioni in carica. E il finale è stato emblematico.
- Champions, l’incertezza di Safonov sul tiro di Havertz
- L’incidente al portiere: si scalda Chevalier, ma non entra
- PSG-Arsenal si decide ai rigori: Safonov eroe senza parare
Champions, l’incertezza di Safonov sul tiro di Havertz
E dire che la serata di Budapest era iniziata sotto una cattiva stella per il classe 1999 cresciuto nel Krasnodar, la sua città, e passato al PSG nel 2024. Dopo un anno da vice di Donnarumma, eccolo secondo di Chevalier. Anzi, eccolo titolare in finale di Champions. Sei minuti di gioco e si consuma il patatrac. Havertz trova un imprevedibile varco a sinistra, percorre palla al piede un’infinità di metri, sembra spingersi un po’ troppo verso il fondo del campo, poi da posizione molto defilata lascia partire un sinistro secco e velenoso. Safonov è appostato sul primo palo, ma si lascia scavalcare dalla traiettoria. Le braccia sono protese verso il basso, il pallone gli sibila davanti al volto e s’insacca. Uno a zero per l’Arsenal.
L’incidente al portiere: si scalda Chevalier, ma non entra
Pochi minuti dopo, altro episodio saliente. Safonov esce coi pugni, cadendo rimedia una botta. Finisce colpito da un avversario, poi anche da un compagno, rimane a terra per qualche minuto col ghiaccio sulla testa. Chevalier si riscalda per un po’, ma inutilmente: Safonov può restare in campo. Nella ripresa arriva il pareggio di Dembele su rigore, quindi è il PSG più dell’Arsenal a rendersi pericoloso. Di fatto il portiere russo non deve compiere interventi di rilievo. L’occasione per riscattarsi dell’incertezza sul gol di Havertz gliela offre il destino: i calci di rigore che assegneranno la coppa.
PSG-Arsenal si decide ai rigori: Safonov eroe senza parare
Safonov ha un voglia matta di rendersi decisivo, purtroppo per lui non ne indovina una. Ma la buona sorte è dalla parte sua e di Luis Enrique. Il generale Safonov è graziato da Eze, che calcia a lato col destro il secondo rigore dei Gunners, e da Gabriel, che sparacchia alto il quinto e ultimo rigore dei londinesi. Vince il Paris Saint-Germain, Safonov diventa l’eroe dopo una mezza papera e senza aver respinto neppure uno dei tiri dal dischetto dei biancorossi di Arteta. Eroe per caso, almeno in finale. Chissà cosa deve aver pensato Donnarumma, nel vedere il suo ex vice in Paradiso. A dispetto dei santi.
