Un nuovo studio dell’Accademia Cinese delle Scienze, pubblicato su PNAS, getta nuova luce sull’evoluzione del comportamento umano: circa 50mila anni fa, l’uso del fuoco da parte dell’uomo subì un’impennata senza precedenti. Analizzando sedimenti ricchi di carbonio pirogeno nel Mar Cinese Orientale, i ricercatori hanno identificato un netto aumento dell’attività del fuoco non più legata ai cicli climatici naturali, come i monsoni stagionali. Questo “scollamento” tra incendi e clima suggerisce un uso intenzionale e diffuso del fuoco da parte delle popolazioni umane dell’epoca.
Lo studio si collega a evidenze archeologiche provenienti da Europa, Sud/Est asiatico, Papua Nuova Guinea e Australia, che mostrano un simile incremento nell’uso del fuoco nello stesso periodo. Questo fenomeno coincide anche con una crescita demografica e con l’adozione di tecnologie più avanzate nell’Asia orientale settentrionale.
Secondo gli autori, l’espansione della popolazione e le sfide poste dal clima glaciale potrebbero aver reso il fuoco uno strumento essenziale per cucinare, riscaldarsi e organizzare la vita sociale. Queste scoperte non solo riscrivono una parte della storia umana, ma evidenziano anche il profondo impatto che l’uomo ha avuto sul ciclo del carbonio e sull’ambiente già in epoche molto remote.
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