Un evento spettacolare e potenzialmente pericoloso si è verificato tra il 12 e il 13 maggio: un gigantesco filamento magnetico lungo quasi un milione di km ha generato un’improvvisa eruzione nella parte settentrionale del Sole. Le prime analisi indicano che la massa di plasma espulsa non è diretta verso la Terra, riducendo il rischio di tempeste geomagnetiche che potrebbero disturbare le comunicazioni o i satelliti.
La conferma ufficiale è attesa dai dati dei coronografi della sonda SOHO (Solar and Heliospheric Observatory), che monitorano costantemente l’attività solare. Secondo le prime osservazioni, il materiale espulso ha deviato la sua traiettoria lontano dalla nostra linea di vista.
Cos’è un filamento magnetico?
I filamenti magnetici sono strutture sospese nell’atmosfera solare (la corona) composte da gas ionizzato (plasma) più freddo e denso rispetto all’ambiente circostante. Sono trattenuti in posizione da intensi campi magnetici che li avvolgono come fossero archi invisibili.
Questi filamenti possono apparire come linee scure quando vengono osservati in controluce sulla superficie solare (il disco), o come brillamenti luminosi se si stagliano contro lo Spazio. Si estendono per centinaia di migliaia di km e, se diventano instabili, possono esplodere in eruzioni violente chiamate espulsioni di massa coronale (CME, Coronal Mass Ejection), lanciando enormi quantità di plasma nello spazio interplanetario.
Sebbene stavolta la Terra sembri al sicuro, fenomeni come questo ricordano quanto possa essere potente e imprevedibile il nostro astro.
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