Il sistema elettrico cubano sta attraversando la fase più critica dell’anno, con blackout prolungati in tutto il Paese. A L’Avana si registrano fino a 16 ore consecutive senza corrente, ha riferito il giornalista filogovernativo Lázaro Manuel Alonso. La Unión Eléctrica (Une) segnala un deficit che torna a superare i 2.000 MW, mentre continuano le avarie nelle principali centrali termoelettriche. Nelle ultime ore, sono andati fuori servizio diversi impianti: l’Unità 1 della centrale “Felton”, per un guasto al condensatore; le Unità 5 e 6 della “Renté”; e varie sezioni delle centrali Máximo Gómez, Cienfuegos e Diez de Octubre, quest’ultima già colpita di recente da un incendio. A ciò si aggiungono gli impianti in manutenzione e ben 100 centrali di generazione distribuita ferme per mancanza di combustibile, che sottraggono quasi 900 MW alla rete.
Per il picco serale, la Une prevede una disponibilità di appena 1.268 MW a fronte di una domanda di 3.300 MW con il 62% dell’isola che resterà al buio.
Il governo parla di un “lieve miglioramento” nel 2026, ma gli stessi funzionari ammettono che i blackout continueranno, rendono noto i principali media statali cubani.
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