Se c’è un avversario che nemmeno Novak Djokovic può battere, quello è il tempo. Arrivato a 39 anni, pur facendo ancora parte dell’élite del tennis mondiale Nole è consapevole di come il suo ritiro sia sempre più vicino, anche se non sa ancora quando avverrà, pur avendo un’idea di come potrebbe arrivare. Se c’è una cosa che ormai però appare certa è che il serbo, vista la presenza di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, difficilmente potrà ambire a un ritiro glorioso come quello vissuto da Pete Sampras.
- Djokovic: “Il mio ritiro è più vicino che mai”
- Djokovic, l’ammissione sul possibile ritiro a sorpresa
- Sinner e Alcaraz gli ostacoli verso un ritiro glorioso in stile Sampras
Djokovic: “Il mio ritiro è più vicino che mai”
Tra i protagonisti assoluti del Fanatics Fest che si è tenuto settimana a New York c’è stato senza dubbio Djokovic, protagonista di vari sketch e intervista nelle quali ha parlato dei consigli forniti a Sinner, della sua rivalità con Jannik e Alcaraz e del suo ritiro, che per sua ammissione ora è più vicino che mai: “Il mio ritiro è più vicino che mai. Sento ancora di poter competere ai massimi livelli, e i risultati lo dimostrano. Posso ancora tenermi in forma, ma sì, il momento si avvicina. C’è una categoria di atleti che vogliono ritirarsi sulla cresta dell’onda, un’altra categoria di atleti che vogliono ritirarsi perché il loro corpo non risponde più, e un’altra categoria di atleti che sono semplicemente sconfitti dagli altri e si rendono conto che non possono continuare. O forse è tutto questo”.
Djokovic, l’ammissione sul possibile ritiro a sorpresa
Per quanto al momento non sappia ancora come avverrà, Djokovic ha ammesso che potrebbe arrivare improvvisamente in maniera molto rapida: “Andre Agassi è uno dei grandi di tutti i tempi, ovviamente. Ha partecipato al mio documentario e ha detto: ‘Non so quando arriverà la fine per Novak, ma sono sicuro che, quando arriverà, arriverà rapidamente’. Penso abbia ragione. Certo, sarei disonesto se dicessi che non ho questi pensieri. Li ho. E non so se esista un modo perfetto per ritirarsi. Quindi continuo a cercare di godermi la competizione e parleremo di questo più avanti”.
Sinner e Alcaraz gli ostacoli verso un ritiro glorioso in stile Sampras
Come detto da Djokovic è difficile dire se esista ho meno un modo perfetto per appendere la racchetta al chiodo, ma nel tennis c’è senza dubbio un addio che è rimasto iconico, quello di Sampras, un campione capace di dominare in lungo e in largo durante tutti gli anni ’90, che quando iniziò il suo declino riuscì in un ultimo incredibile colpo di coda conquistando il suo ultimo Major nello Slam di casa allo US Open nel 2002 battendo in finale il suo storico rivale Andre Agassi, contro cui 12 anni prima sempre a Flushing Meadows conquistò il suo primo titolo dello slam.
Quello fu l’ultimo torneo a cui prese parte Sampras, che poi ufficializzò il ritiro tempo dopo. Una fine gloriosa per uno dei campioni più iconici nella storia del tennis, che però sembra difficile poter essere emulata da Djokovic (che comunque ha ben otto anni in più di quelli che aveva Pete quando disse addio al tennis), ma solo per la presenza di Sinner e Alcaraz, che appaiono ormai due ostacoli quasi insormontabili per il serbo, che invece – nelle giuste condizioni – ha dimostrato in più occasioni di essere ancora superiore a tutti gli altri giocatori del circuito.
