Fabio Caserta non ci ha ricamato troppo: “È la partita dell’anno”. Davide Ballardini si è soprattutto adoperato per tenere tutti coi piedi per terra. Obiettivi opposti e medesima urgenza: l’Empoli per evitare di sprofondare, l’Avellino per blindare i playoff. La penultima giornata di serie B piazza allo stadio Castellani un incrocio cruciale: una stagione in 90’ con la possibilità concreta di un paio di verdetti definitivi.
L’incrocio di destini passa anche dagli spalti: restano a disposizione dei locali solo biglietti per la Maratona superiore mentre non è più possibile sulla piattaforma di vendita Vivaticket acquistare biglietti per il settore ospiti: oltre tremila biglietti polverizzati in poche ore lo scorso giovedì. Esodo biancoverde, favorito che la centralità geografica della Toscana ha chiamato a raccolta i numerosi irpini residenti al nord Italia.
La verità sta nella classifica: Empoli a 37 punti in piena zona playout – la corsa per la salvezza diretta è sulla Virtus Entella che precede a quota 39, l’incubo della retrocessione diretta non è ancora scacciato: la soglia attuale sono i 34 punti di Bari e Reggiana. Avellino a 46, in piena zona playoff: la cura Ballardini ha portato gli irpini, in due mesi, dallo spettro della serie C alla post season.
- Avellino, il sogno è diventato un dovere
- Ballardini: concretezza, equilibrio e un solo pensiero
- Empoli, Caserta compatta tutti: “È la partita dell’anno”
- Empoli-Avellino cosa dicono i numeri e chi può decidere la partita
- Le scelte di formazione: certezze e incognite
Avellino, il sogno è diventato un dovere
Le ambizioni si trasformano in obiettivo e danno la misura delle cose: Ballardini al posto dell’esonerato Raffaele Biancolino aveva un unico diktat, salvare la squadra ed evitare la retrocessione. Invece la cura è stata prodigiosa: in due gare, quello che resta, l’Avellino prova a piazzare il colpo playoff e giocarsi la serie A da outsider.
Lo ha detto il patron Angelo Antonio D’Agostino, lo ha confermato il ds Mario Aiello, lo ha ribadito la squadra: in questo clima, l’ondata di tifosi in trasferta rappresenta la fotografia di un ambiente che ci crede.
Ballardini: concretezza, equilibrio e un solo pensiero
In mezzo all’entusiasmo generale, Davide Ballardini prova a conservare equilibrio e resta fedele alla linea: nessuna astrazione, solo concretezza.
Per il tecnico, l’unico focus è chiudere al meglio la stagione lontano dal Partenio perché l’Empoli “è una squadra costruita per stare tra le prime otto, con valori tecnici e fisici importanti”.
Il valore aggiunto? L’identità dell’Avellino: “Serietà, legame e qualità morali prima ancora che tecniche”.
Empoli, Caserta compatta tutti: “È la partita dell’anno”
In casa Empoli è ancora tutto da definire. I numeri sono negativi: peggior rendimento del girone di ritorno e quartultimo posto in classifica, piena zona playout. È stata una stagione complessa: tre cambi in panchina e diversi accorgimenti tattici a fare il paio con prestazioni lontane dagli standard di una squadra che solo un anno fa era in Serie A. Eppure, per Fabio Caserta non esistono alternative:
“È la partita dell’anno”.
Vietato avere paura, serve vincere. Empoli obbligato ai tre punti e dipendente dai risultati delle altre. Caserta chiede la prestazione perfetta, anche alla luce delle difficoltà sotto porta viste nelle ultime uscite.
Empoli-Avellino cosa dicono i numeri e chi può decidere la partita
Empoli con una sola vittoria nelle ultime diciassette partite, per l’Avellino cinque successi nelle ultime otto gare disputate.
Le chiavi tattiche sono la conseguenza di una differente impostazione di gioco: toscani pericolosi sulle palle inattive e nello sviluppo laterale (15 reti sono arrivate con colpi di testa), Avellino più ordinato nel palleggio e pronto a colpire in contropiede.
Nelle file dell’Empoli, Stiven Shpendi (13 reti), è a secco da quattro partite, l’Avellino ha in Tommaso Biasci il terminale offensivo più prolifico (12 gol messi insieme dallo scorso gennaio) e può contare sugli ottimi segnali messi in mostra dal rientrante Andrea Favilli, che ha ritorvato gol e assist.
All’andata l’Empoli si impose con autorevolezza al Partenio, rifilò agli irpini un tris casalingo che contribuì ad acuire la crisi e arrivare a decisioni drastiche in seno alla proprietà. I numeri dicono che gli attacchi si somigliano (44 reti a 42) e che le difese restano un nervo scoperto (52 gol subiti a 54).
Le scelte di formazione: certezze e incognite
Caserta pensa a un 4-3-2-1 più offensivo con Fulignati in porta; il quartetto di difesa composto da Candela, Guarino, Lovato e Moruzzi; a centrocampo Magnino, Degli Innocenti Yepes; Shpendi e Saporiti a supporto di Nasti.
Ballardini non dovrebbe cambiare: avanti con il 4-3-1-2 che ha dominato il Bari. Cambio obbligato tra i pali con Daffara al posto dell’indisponibile Iannarilli. Difesa confermata con Cancellotti, Izzo (di cui si continua a parlare per motivi extracalcistici), Enrici e Fontanarosa; Sounas, Palmiero, Besaggio sono i tre di mediana; Palumbo sulla trequarti; in attacco possibile ritorno della coppia Tommaso Biasci e Cosimo Patierno, anche se Raffaele Russo resta un’opzione ancora valida.
Empoli-Avellino probabili formazioni
Empoli (4-3-2-1): Fulignati; Candela, Guarino, Lovato, Moruzzi; Magnino, Degli Innocenti, Yepes; Shpendi, Saporiti; Nasti. Allenatore: Fabio Caserta
Avellino (4-3-1-2): Daffara; Cancellotti, Izzo, Enrici, Fontanarosa; Besaggio, Palmiero, Sounas; Palumbo; Patierno, Biasci. Allenatore: Davide Ballardini
