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FIFA, Nasser Al-Khelaifi possibile rivale di Infantino: prima del PSG è stato un tennista

L’avversario di Gianni Infantino potrebbe arrivare dal tennis. Nasser Al-Khelaifi, presidente del PSG e tra i dirigenti più influenti del calcio mondiale, è il candidato UEFA che prende quota in vista delle elezioni FIFA del 2027. Prima della carriera da manager, però, è stato un tennista professionista e il tennis resta parte integrante delle sue attività.

È presidente della federazione qatariota del tennis dal 2008, ha avuto il privilegio di assistere ai trionfi dei vari Federer, Nadal, Djokovic e Alcaraz (attuale detentore) al Qatar Open, torneo ATP 500 che si tiene annualmente dal 1993.

C’era anche Al-Khelaifi, nel parterre dei VIP dell’ultimo Roland Garros, giocato a cavallo tra maggio e giugno scorsi.

La UEFA pensa ad Al-Khelaifi per le elezioni FIFA del 2027

“Pronti al boicottaggio di tutte le competizioni FIFA”. Il comunicato delle 55 federazioni UEFA ha costretto Infantino a fare marcia indietro: tramonta il progetto di aprire il Mondiale agli investitori privati e si allarga la frattura con Aleksander Čeferin.

Il presidente della FIFA non gode più della fiducia delle federazioni europee. Se fino a pochi mesi fa la sua rielezione nel 2027 sembrava una formalità, oggi lo scenario è cambiato. Si confrontano due visioni opposte del futuro del calcio e, dentro la UEFA, prende forma l’idea di contrapporre a Infantino un candidato forte, credibile e competitivo.

Gli indizi portano a Nasser Al-Khelaifi, qatariota classe 1973 e presidente del PSG: uno dei dirigenti più influenti del calcio mondiale, con concrete possibilità di raccogliere consenso anche oltre i confini europei. Imprenditore, politico, dal 2021 presidente della European Football Clubs (EFC), l’organizzazione riconosciuta da FIFA e UEFA che rappresenta gli interessi di oltre 800 club di calcio europei.

Gli inizi della carriera di Nasser Al-Khelaifi nel tennis

Prima del calcio, però, nella vita di Nasser Al-Khelaifi c’era il tennis. È un lato poco conosciuto sebbene rappresenti una parte significativa della vita di Al-Khelaifi. Per oltre dieci anni – tra il 1992 e il 2003 – è stato uno dei migliori giocatori del Qatar, protagonista con la nazionale di Coppa Davis e, per un periodo, anche il tennista qatariota con il miglior ranking, numero 995 ATP.

Al-Khelaifi ha contribuito allo storico successo della nazionale nel Gruppo III della Zona Asia-Oceania della Coppa Davis, ottenendo la promozione al Gruppo II per la stagione 1995.

La scintilla si accende a Doha, da bambino: la città disponeva di appena due campi da tennis, al Tennis Club Al-Arabi il giovane Al-Khelaifi trascorreva i pomeriggi raccogliendo le palline pur di restare vicino ai campi. Il ritratto arriva da un interessante approfondimento del quotidiano francese L’Equipe.

L’obiettivo era quello di diventare un tennista professionista: ai primi corsi per ragazzi si presentò senza l’attrezzatura da tennis. Nei ricordi del padre emerge la costanza del figlio: arrivava ad allenarsi due o tre volte al giorno. Un ex tecnico, intervistato dal quotidiano spagnolo Marca, lo ha descritto come un giocatore molto serio e laborioso, capace di conciliare gli allenamenti con gli studi e il lavoro.

La carriera da tennista: ranking ATP e risultati

La carriera tennistica di Al-Khelaifi si sviluppa tra il 1992 e il 2003, le ultime apparizioni risalgono al 2004. Ha disputato tornei ITF, nessun risultato rilevante nel circuito maggiore nella lunga carriera internazionale. È da ragazzo, proprio sui cui campi da tennis, che conobbe Tamim bin Hamad Al Thani, oggi emiro del Qatar, con cui ha mantenuto negli anni un rapporto molto stretto.

Il bilancio definitivo del professionista è di 71 incontri disputati in Coppa Davis, 12 vittorie e 31 sconfitte in singolare, 12 vittorie e 16 sconfitte in doppio. Il momento più importante resta la Davis del 1994, l’anno successivo la nazionale retrocesse immediatamente.

I tornei ATP e la sfida contro Thomas Muster

Al-Khelaifi ebbe modo di assaggiare il grande tennis. Nel 1993 fu il primo tennista qatariota a partecipare all’ATP di Doha. Giocò il doppio grazie a una wild card: fece coppia con il russo Andrei Cherkasov, ex numero 13 del mondo.

L’episodio più noto della sua carriera resta però il primo turno dell’ATP di St. Polten del 1996, quando affrontò Thomas Muster, ex numero 1 del mondo, tra i migliori specialisti della terra battuta. Fu una partita senza storia: 6-0 6-1 per l’austriaco, allora numero 2 del circuito.

Gli allenamenti in Francia con la federazione del Qatar

Perché Al-Khelaifi sia tornato in Francia anni dopo, lo raccontano gli anni a cavallo tra il 1990 e il 2000. La federazione qatariota era solita organizzare periodi di allenamento in Costa Azzurra: Al-Khelaifi trascorse diverse estati tra Nizza e Saint-Laurent-du-Var. Si allenava al TC des Vespins, disputava il campionato francese a squadre ed era tesserato per il TC Combes-Giordan.

Condivideva la camera con i compagni della nazionale e viveva con una diaria di circa 20 euro al giorno. “Lì ho imparato tantissimo su me stesso, anche più che a scuola”, dirà in seguito.

Dal PSG allo Slam che non ha mai potuto giocare

Archiviato il professionismo, Al-Khelaifi non lascia il tennis. Dal 2008 è presidente della Federazione Tennis del Qatar e nel 2011 diventa vicepresidente della Asian Tennis Federation per l’Asia occidentale. È la racchetta ad aprirgli le porte della dirigenza sportiva, molto prima dell’approdo al Paris Saint-Germain.

Esiste uno scatto fotografico del 1998, pubblicato da L’Équipe, in cui Al-Khelaifi indossa la maglia del Paris Saint-Germain durante una tournée tennistica della nazionale qatariota in Francia. Tredici anni dopo ne sarebbe diventato il presidente. E oggi è tra le figure più indiziate a insidiare la leadership di Infantino presso la FIFA: giocherebbe lo Slam a cui Al-Khelaifi non ha mai potuto prendere parte.

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