Il ciclone Chido, che ha colpito Mayotte il 14 dicembre, ha avuto effetti devastanti sull’ecosistema dell’arcipelago. Michel Charpentier, presidente dell’associazione Naturalistes de Mayotte, ha descritto la scena di distruzione: le mangrovie dell’isolotto Mbouzi sono scomparse, rivelando radici nude, riporta AFP. L’intero paesaggio è stato trasformato, con alberi maestosi come mango e baobab abbattuti, spezzati e sradicati. In diverse zone, il suolo è annerito, e le colline sono invase da tronchi privi di rami.
La fauna locale ha sofferto gravemente: lemuri e pipistrelli sono stati i più colpiti, con molti animali morti a causa della violenza del vento. I maki, simbolo di Mayotte, sono stati trovati malnutriti e disorientati, e i pipistrelli ora lottano per trovare cibo e rifugio. La perdita di habitat naturali, combinata con la crescita delle piante invasive, minaccia ulteriormente la biodiversità dell’isola, tra cui rare specie come l’ebano delle Comore e le due varietà di baobab endemiche.
Le mangrovie, sebbene danneggiate, potrebbero riprendersi, ma i rifiuti accumulati nelle lagune rappresentano un ostacolo. La ricostruzione del fragile ecosistema di Mayotte richiederà tempo, ma il rischio di perdita permanente di specie rare è alto.
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