Dieci anni fa, dal cosmodromo di Plesetsk, venne lanciato il satellite russo “Kosmos-2505” a bordo di un razzo Soyuz-2.1a. Questo evento segnò la fine di un’epoca tecnologica: fu infatti l’ultimo satellite del programma di ricognizione ottica “Yantar”, iniziato in epoca sovietica.
I satelliti Yantar erano noti per la loro sofisticata ottica di precisione, capace di catturare immagini della superficie terrestre con una risoluzione di circa 30 centimetri. A differenza dei sistemi moderni, questi satelliti utilizzavano ancora pellicola fotografica, che veniva restituita sulla Terra tramite 2 capsule dedicate e una 3ª incorporata nel modulo di rientro.
Con Kosmos-2505 si chiude simbolicamente il capitolo della fotografia spaziale analogica. Le tecnologie attuali, infatti, trasmettono le immagini digitalmente via radio, permettendo un accesso più rapido e continuo ai dati. Il passaggio alla trasmissione elettronica rappresenta un cambiamento radicale nella raccolta di informazioni dallo Spazio, rendendo obsoleta la logistica delle capsule di recupero.
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