Mentre a Napoli fanno i conti e scoprono che i 70 milioni pagati dal Psg un anno e mezzo fa sono quasi un’inezia rispetto al valore che ha oggi il giocatore, Khvicha Kvaratskhelia continua a far parlare di sé dopo il trionfo in Champions League nella finale vinta ai rigori contro l’Arsenal mercoledì a Budapest.
Il no di Khvicha ai russi
Nell’affollatissima mixed zone dello stadio ungherese c’erano i media di tutto il mondo e tra i più ricercati ovviamente c’era lui, l’attaccante ex Napoli. Ha fatto discutere la sua decisione di rifiutarsi di rispondere in russo alle domande dei cronisti. Ci sono filmati che evidenziano la sua espressione. “Khvicha, dimmi in russo quali emozioni hai provato”, è la domanda che si sente nel post-partita. La risposta di Kvara è chiarissima: “No, I can’t speak”, dice prima di girarsi dall’altra parte per rispondere alle domande degli inviati georgiani.
In realtà Kvara capisce benissimo il russo, ma non vuole usarlo per motivi politici, non dimenticando l’occupazione russa di Abkhazia e Ossezia del Sud, che dura ormai da quasi 20 anni. Una provocazione, certo. Kvaratskhelia infatti parla russo “abbastanza bene”, come disse in una passata intervista. Del resto, ha giocato in Russia per qualche anno: dopo il prestito semestrale a 18 anni alla Lokomotiv Mosca, si è trasferito al Rubin Kazan, militandovi per tre stagioni. Lì ha iniziato a imparare la lingua.
Il premio come miglior giocatore
L’ex azzurro intanto si gode il premio assegnato dall’Uefa come miglior giocatore della competizione: «La migliore partita di Kvaratskhelia – scrive la UEFA – è arrivata nell’indimenticabile vittoria per 5-4 contro il Bayern di Monaco, con il tiro a giro dell’1-1, salvo poi aggiungere un potente tiro per completare una splendida doppietta». Tra le sue prestazioni più memorabili spiccano anche i tre gol segnati contro il Chelsea negli ottavi di finale. In totale 10 gol e 6 assist in 16 partite compreso il rigore segnato nella finale. In stagione Kvaratskhelia ha segnato 19 gol e fornito 10 assist in 47 partite con il PSG. Nella sua seconda stagione al PSG ha vinto il campionato francese, la Supercoppa di Francia, la Champions League, la Supercoppa Europea e la Coppa Intercontinentale.
Il Pallone d’oro si assegna a Londra
Senza la Coppa del Mondo americana, sarebbe stato lui il principale favorito per il Pallone d’Oro. Paradossalmente può avere dato una mano a Ousmane Dembele nella rincorsa al secondo premio consecutivo ma occhio anche a Vitinha per il Portogallo (o Cristiano Ronaldo), il solito Messi per l’Argentina, Kane per l’Inghilterra, Yamal per la Spagna, Raphinha o Vinicius per il Brasile. La novità è che la cerimonia di premiazione del Pallone d’Oro 2026 si terrà per la prima volta a Londra il 26 ottobre, in occasione del 70° anniversario del premio, vinto per la prima volta nel 1956 dall’inglese Stanley Matthews. Lo hanno annunciato giovedì gli organizzatori.
L’organizzazione di questa serata nella capitale britannica, tradizionalmente tenutasi a Parigi, “fa parte della strategia di sviluppo del Pallone d’Oro e ne rafforza lo status di marchio prestigioso a livello internazionale”, ha dichiarato il Groupe L’Équipe, proprietario della rivista France Football, che assegna il premio individuale più prestigioso del calcio dal 1956. Il Pallone d’Oro era già stato assegnato all’estero, a Zurigo (Svizzera) tra il 2010 e il 2015, quando la FIFA co-organizzava l’evento.
